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Quando si conficca la unghia

Quando si conficca la unghia nella carne indifesa
la carne diventa un ventre per annidare una stella,
però la stella non può scendere fino a terra,
è calamitata nel cielo, ballando da sola e cieca.

Quando si conficca la unghia nella carne indifesa
è illuso sperare che scenda li una stella.

Le tristezze, i dolori, i divergenti sentieri
non sono luoghi fecondi per albergar i sogni.

Capisco la rivelata verità dei sentimenti,
quando evitiamo destini, tutto sforzo è solo vento.

Ventre sterile è stato il mio
per albergare i miei sogni.

 

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4 commenti:

  • elia zebe il 29/05/2008 23:36
    molto bella!
  • filippo s ganci il 22/09/2007 17:51
    piaciuta!
  • Giovanni Di Girolamo il 06/04/2006 16:14
    Hola Estrella,<br />
    poesia delicata, molto tenera. Quell'unghia conficcata nella pelle di cui Tu parli e il cui dolore ti porti dietro lascerà una traccia significativa del tuo essere, sensibile e meritevole di affetto.<br />
    Ti abbraccio e Ti lascio con i versi di un grande poeta turco, Enis Batur, sulla sofferenza e sul dolore... una poesia miolto bella e pregnante<br />
    <br />
    Non é nemmeno il tempo (ENIS BATUR).<br />
    <br />
    Se si potesse partire, quante tracce rimangono dietro.<br />
    "Forse il tempo", pensa l'uomo:<br />
    "Il tempo può far calare ciò che si é accumulato". <br />
    Invece né<br />
    il tempo né le cose simili - ciò<br />
    che somiglia a lei? - possono cancellare le cose<br />
    impregnate nel luogo. Anche se fossero cambiati i mobili, imbiancate<br />
    le stanze, non cambia l'ordine<br />
    che stabilisce il dolore: perché non cambiano i nomi<br />
    della vie, non cambiano le città e la gente,<br />
    la testarda ragione che cammina da ieri ad oggi<br />
    con tenacia. Ogni stagione, ogni plenilunio,<br />
    le piogge, gli inganni di primavera,<br />
    ogni pozzo, ogni torre, ogni balcone,<br />
    i calici, le candele, la schiuma,<br />
    ogni rosso, ogni nero, ogni grigio,<br />
    ogni sonno, ogni sogno, ogni risveglio<br />
    - se si son radicati - in un buco che rivendica<br />
    lo stesso chiodo, similmente battono coi dolori lancinanti.<br />
    "Non é nemmeno il tempo", dice l'uomo <br />
    quando non c'é nessuno, ad alta voce.<br />
    Lì rimane una nuova traccia, quell'istante. <br />

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