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L'infinitudine

Sabbia era neve
Un soffio bianco di velata
Latitudine
Ora che lei lo sa
Ora che lei non sa
Ora che lei è già
L'infinitudine
Di bramosa candida
libidine

Affresco chiaro
Del sapore del viso
Del corpo mai così indeciso
Figlia di un'insana
Voglia mielosa
Malati vagiti pensieri
Vagheggiano in noi
Dove il tuo ventre si posa
E il tuo corpo sinuoso
Si inonda, nodo sonoro
Si muove ed arranca
Alle mie cavità

Della tua mancanza
Delle mie verità
Delle mie mancanze

Al correre delle tue braccia
Verso di me
L'incedere del mio incessante venire
Che si dondola e si accosta
sul tuo sottile
Rosa carnoso vene violacee dove navigo
Sul tuo divenire
E sento l'inferno impallidire
Al tuo cospetto
Nudo sacro letto
Mia musa di ore
E di selvaggia passione

 

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5 commenti:

  • Don Pompeo Mongiello il 12/01/2012 14:44
    Un plauso per questa tua tanto tanto bella!
  • giuseppe bevacqua il 12/01/2012 14:44
    ti vorrei rubare: e sento l'inferno impallidire...
  • Anonimo il 09/01/2012 20:53
    quanto amore... e passione scaturiscono da questi versi belli ed eleganti bravo giuliano...
  • Alessandro il 07/01/2012 01:16
    Quanta bella passione bruciante e selvaggia.. piaciuta.
  • stella luce il 06/01/2012 23:06
    wao... giuliano tanta passione... molto bella...

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