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Acqua crudele

Lentamente le nubi s'infittiscono,
amaro l'animo trema.
in breve tempo, gocce di pioggia,
gocce severe, iniziano a cadere
e bagnano il mondo sotto di loro.
Poco tempo e, rabbiosamente
l'acqua, sui tetti, picchia,
come massi che rotolano.
E si gonfia il fiume che nervoso
inizia a scorrere e a salire,
minacciando la terra.
Qualcuno per strada: un grido
straziante,
Verso ignoto rifugio fuggendo.
Qualcuno s'aggrappa alla giovane vita
d'un fragile ramoscello,
tanta è l'agnoscia che,
come l'acqua, cresce e preme
nel cuore palpitante.
Divengon fiumi le strade,
e cedon le porte.
Rumore di cocci risuona macabro,
come urla di vite frantumate.
-È l'apocalisse!- diec l'anziana,
assieme al giovane.
Ormai tutto è perduto.
Le macchine cigolano dolorosamente,
riversandosi le une sulle altre,
quasi fossero cannibali affamati.
Il fango denso invischia
alacremente tutto quanto,
senza lasciar via d'uscita.
Piano. come in principio,
il cielo calma la sua ira.
L'acqua del fiume, stanca,
si ritira nel suo letto,
salutando la pioggia che
or se ne diparte.
La gente, spaurita e cauta,
esce dalla tana;
chi tira, di sollievo, un sospiro,
chi, malgrado suo, piange,
ché tutt'ha perduto,
perché una vita cara,
con tormento salutar ha dovuto.
Fra la disperazione vengon,
nuova speranza donando,
degli angeli in aiuto:
sono i volontari dal buon cuore,
dall'animo forte che
tirano su le anime,
dalla voragine in cui eran cadute.
Principia così, sotto un ingenuo
e ridente sole, la guerra contro
l'abbandono della vita.
Una luce però, nasce sciogliendo le ormbre,
dopo la speranza:
è la fratellanza fra la gente.
(Un'unione che, finalmente
gli fa trovar la forza
di lasciar fra il buio
ogni crudele pensiero,
all'amor lasciando posto,
facendo abbracciar occhi
che prima s'odiavano.)

 

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