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Squarci nel tessuto spazio-temporale

Ineffabile barbarie
contemplare il petto squarciato
del peggior nemico
estrarne il cuore
palpitante e rosso
di un rosso acceso
che puoi trovare soltanto
nei quadri di Joan Mirò.
Sublime estasi
spiare il musico sordo
raccogliere i silenzi rumorosi
trasformare in liquide note
squassare le montagne
ove siedono gli dei primigeni.
Infima lordura
galleggiare tra gli escrementi
di una cloaca di anime
che tracima inarrestabile
e confluisce ignara
nella valle di Giosafat.

 

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1 commenti:

  • senzamaninbicicletta il 09/01/2012 18:55
    immagini assai gradite per una poesia surreale che mi ha colpito molto

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