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Un giorno Pascal disse:

"La più grande paura
nasce nel vuoto
di un uomo solo,
immerso nella sua stanza.
Scavando nel suo Io
incontra il fantasma.
E fugge via, vigliacco,
a occupare il suo giorno
di nuove cure, a divertere
verso nuove cose."

Dopo quattro secoli
al filosofo rispondo:

"Carissimo,
io, ogni giorno,
convivo con lo Spettro,
non lo temo,
ma lo rispetto.
E quando ogni sera,
stanco mi addormento, lui
mi bisbiglia all' orecchio,
le solite enigmatiche cose.
Lo ascolto; poi gli dico:
Un giorno forse...
forse un giorno
ti dissolverai nel vento.
[...]
Ogni sera mi sbianca e,
sviene sul nascere
di una nuova speranza"

 

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8 commenti:

  • Aedo il 13/11/2010 00:21
    Una poesia diversa dalle solite, originale, profonda. L'affermazione di Pascal contiene una grande verità:la paura di un uomo solo lo conduce a interrogarsi, per poi fuggire da se stesso nel momento in cui s'imbatte nel "fantasma". Dopo quattro secoli tu riesci a rispondere al Maestro: lo Spettro è sempre vicino a te, ma la speranza dell'uomo di innalzarsi oltre rimane intatta. Grazie per averci donato qualcosa di speciale.
    Ignazio
  • claudia checchi il 07/11/2008 23:12
    i miei più vivi complimenti.
  • francesco muscarella il 23/10/2008 11:33
    Complimenti!
  • sara rota il 28/06/2007 08:43
    Mi piace la seconda parte... il discorso con lo spettro...
  • Ugo Mastrogiovanni il 10/06/2007 19:59
    Un’idea di tutto rispetto, molto ben pensata, egregiamente resa.
  • alberto accorsi il 09/06/2007 22:29
    I versi si potrebbero disporre meglio.

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