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Girandole alla Certosa di Bologna

All'ora nona di questo sabato santo
un cielo sottile mi prende per mano
ed arcano mi conduce alla Certosa
tra i sepolti nella "galleria degli angeli"
appeso al centro tra quattro venti
silente su quell'eretta croce scura
più enorme all'anima che agli occhi
Cristo rivela la sua possente morte
il fruscio d'ali della bianca colomba
più del reale mostra la sua presenza
sul braccio verticale sopra le spine
t'offre il candore del suo unico dono
sfioro una corona di rose celesti
col mio cuore pulsare nel tuo petto
anch'io ho solo questo da offrirti
sopra la cenere d'un vano presente
in questa vastità di corpi inermi
pare aleggiare una mistica vita
da una parte del sacro campo
girandole al vento e cherubini
cantano dolci nenie ai bimbi dormienti
sulle tombe coperte di giochi e fiori
lontani da questi cipressi
i morti veri stanno nelle strade
inebriati dai frastuoni
di frenetiche illusioni
correndo contro un tempo
convinti che mai avrà fine.

 

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