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Come sfogo

Camminare come automa
con il cuore quasi in coma
per stazioni, per il centro
per la campagna, contro vento.

Urtare persone stupite, infastidite
oppure indifferenti, con due spalle
che talvolti rimbalzi e poi
sovrappensiero camminare.

Aver voglia di uscire dai soliti
itineri conosciuti e ripetuti
modificati da nuova vetrina
o negozio che da cento anni è li

si, ma non lo avevo mai notato.
E poi la stanchezza di questo andare
senza sentirmi realizzato
anzi arrabbiato come un furetto

che il furetto non si arrabbia mai.
E di nuovo esprimere un verbo
un aggettivo o un articolo
e il solito errore grammaticale

sintomo di un cuore fuori sintonia
che dice che ci stò a fare vado via
e l'unica inutile fuga la fantasia
anzi utile, come sfogo di malattia.

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Alessandro il 19/01/2012 22:40
    Un'eterna ricerca di qualcosa per sfuggire all'inadeguatezza, la stanchezza ma anche la rabbia per un cuore che sentiamo in coma... sfogo ben riuscito, direi.

2 commenti:

  • Grazia Denaro il 26/01/2012 22:52
    Introspezione analitica del tuo io non contento della vita che stai vivendo. bello sfogo, bravo.
  • laura cuppone il 20/01/2012 07:57
    Circondato dal "niente"
    te ne vai in giro pensante
    ché ciò che ti circonda non comprende
    l'affanno d'un cuore dolente...

    Introspezione comune all'artista e al folle!

    Piaciuta!
    Laura

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