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La mia dea

L' ho rincontrata dopo
poco meno di due anni.
Fisicamente... beh,
nessun rilevante cambiamento,
mi era sempre piaciuta,
la consideravo una dea.

Poi d' improvviso accadde.
Alzò una mano,
forse per gesticolare,
e notai che le mancavano due dita,
l'anulare ed il medio.

Non era poi un così brutto spettacolo.

Devo dire che il viso non mi tradì.
Non battei ciglio, vi dico.

"Devo proprio aver dato l'impressione
d'esser un uomo di mondo"-pensai.

Diede a vedere
d'esser molto felice,
come sollevata.
Non doveva aver avuto
una buona vita amorosa,
almeno non dopo l'"incidente".

Era bellissima.

Ero innamorato.

Avevo il suo numero.

In fondo
era sempre la mia dea.

E quella sera stessa,
fissando estasiato
il soffitto artificialmente stellato
della mia anonima stanzetta,
immaginavo come sarebbe stato
l'amore con lei.

 

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3 commenti:

  • Walter Tresoldi il 12/05/2015 14:07
    Il particolare non ha la forza di distruggere l'interezza dei sogni.
  • sara rota il 28/06/2007 13:33
    L'inizio di un racconto che attende di essere proseguito...
  • Alessio Cogno il 06/06/2007 18:23
    grazie per il commento, ma io scrivo così. esistono molte forme di poesia

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