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Padri e figli

quando morirò , tu
sarai dentro speranze di vita
io a rigirarmi nel dolore e nel tempo, tu
ad annaffiare sogni
odiami ancora
mi sentirai ostile fino all'ultima lacrima
un dispetto del destino, cuneo
tra rancore e dolore
la pietà proverai come infamia
vertigine d'equilibrio estremo
pendola l'incertezza nel sentimento
rubandoti all'ultimo scellerato piacere
del frutto netto
dell'odio puro

 

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8 commenti:

  • Carlo Diana il 07/02/2012 19:41
    vi ringrazio per l'attenzione e per i commenti sempre utili
  • Anonimo il 07/02/2012 15:52
    parole come stilettate... molto profonda. Bella!
  • donatina ceccarelli il 27/01/2012 18:54
    amara, fino dal profondo... scritta con la rabbia e il rancore, scritta per essere letta, per poi in silenzio soffermarsi a pensare.
    strugente.
  • Carlo Diana il 25/01/2012 19:00
    tutto serve michela, anche queste nostre parole inutili
  • michela salzillo il 25/01/2012 15:40
    è un argomento delicato, forse lascia l'amaro in bocca ma è pur sempre una verità, una parte di verità che a volte fa male ammettere, soprattutto a se stessi! I versi mi sono piaciuti, ovvio. Altrimenti non mi sarei soffermata a scrivere questo commento, anche se estremamente inutile...
  • Carlo Diana il 24/01/2012 22:11
    non so, non so nulla
  • mauri huis il 24/01/2012 20:45
    Amarissima. Non so che dire. Qual'è il frutto dell'odio?
  • John Barleycorn il 24/01/2012 07:51
    Che grandi dolori, l'odio tra padri e figli...