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I giovani emigranti

uccelli migratori
lasciano il nido
spinti dal bisogno,
per avere il diritto
al lavoro,
in patria negato.

Dignitosi
in coda
negli aeroporti,
a sciami sui treni,

piccole api operose
arricchiranno l'ospitante paese.

Sono giovani
con vive, accese
speranze nel cuore.

Diversi appaiono nell'aspetto
da coloro che secoli prima
lasciarono la patria in cerca di fortuna,

non più valige di cartone
ne abiti lisi,
ben vestiti, coi cellulari
paion più turisti che emigranti.

Ma sui loro visi
si legge lo stesso antico
dolore,
la stessa rabbia nel lasciare
la patria amata,

gli occhi umidi al ricordo
del bacio d'addio della mamma,
dell'abbraccio dei parenti ed amici
d'una promessa d'amore
stampata sulle labbra della fidanzata.

Sono tutti nostri figli
che se ne vanno
molti di loro forse mai più torneranno.

Per loro solo una preghiera dal cuore:
aiutali e proteggili,
sempre benedicili, Signore.

 

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8 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • cristiano comelli il 24/01/2012 19:02
    Ci riflettevo l'altro giorno una volta di più, cara Loretta. Io sono dell'avviso che se un immigrato viene nel nostro patrio suolo a contribuire con la sua sensibilità e, diciamolo pure, con la sua propensione al lavoro, sia da considerare subito e senza tentennamenti un cittadino italiano. E per contro, nei casi più gravi, espellerei quei cittadini italiani che hanno disonorato il proprio paese. Tanto per cominciare, toglierei il diritto di cittadinanza a mafiosi, camorristi e affiliati della nfdrangheta e della sacra corona unita e agli spacciatori, italiani, che vendono droga ai bimbi all'uscita dalle scuole.
    E li sostituirei con i tantissimi immigrati per benissimo che, volendo vivere in pace e armonia nonchè serena convivenza nel nostro paese, lo onorano. A loro il mio sincero e commosso grazie da italiano. Li sento davvero fratelli in tutto. Anche se a volte magari abbiamo percorsi di fede differenti. Ma Dio è sempre uno soltanto. Cordialità.

8 commenti:

  • mauri huis il 25/01/2012 21:31
    Molto bella. Cambiano le epoche, ma non la sofferenza. Molto piaciuta.
  • Anonimo il 25/01/2012 06:59
    Una riflessione molto interessante sui migranti e sulle problematiche relative all'integrazione. Suscita molti spunti argomentativi. Una chiusa che è invocazione! Complimenti...
  • Anonimo il 24/01/2012 20:32
    molto bella, bravissima
  • franco picini il 24/01/2012 19:54
    Sono rare le poesie su temi sociali, politici o di civiltà, forse perché ci spingono ad essere più altruisti e meno narcisisti. La tua bella poesia è un atto di considerazione delle sofferenze del prossimo, perché possono cambiare gli abiti e le comodità, ma il dolore resta sempre uguale. Grazie per averci ricordato questa profonda verità.
  • Anonimo il 24/01/2012 17:39
    bella questa tua lor... un tema profondo trattato con verso molto belli... come sempre brava
  • Auro Lezzi il 24/01/2012 17:36
    Che ricordi quando emigrai in sudAmoerica tanti anni fa.. Per fortuna durò poco...
  • Anna Rossi il 24/01/2012 17:29
    poesia dal significato molto profondo. ben scritta con semplicità ed un'umanità che trascinano il lettore a riflettere sulla condizione di coloro che sono più sfortunati di noi..
  • Vincenzo Capitanucci il 24/01/2012 16:59
    Bellissima L'or... son tutti nostri figli...

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