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Venezia

Città silenziosa
nella notte oscura.
Vago fra vecchi vicoli
di case remote antiche di secoli.

Qui sembra che il tempo si sia arrestato,
nel silenzio della notte
si sente solo lo sciabordio dell'acqua nei canali
e riporta alla mente quando all'imbrunire,
tanto tempo fa la sera,
si chiudevano i cancelli del ghetto ebraico.

In questa notte scura e senza stelle
lontana sembra la vita reale.
I canali oscuri e silenziosi,
le romite insenature, le finestre gotiche,
i portali morescamente adornati,
mettono una certa inquetudine.

Ti riportano ad un'epoca antica
che niente aveva di sereno
per coloro che vivevano sottoposti
alle ferree regole imposte a quel tempo
e guai a trasgredirle.

È notte a Venezia... tutto appare irreale!
Domani con il chiarore della luce...
Tutto tornerà reale.

 

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1 recensioni:

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  • rosanna gazzaniga il 07/02/2012 10:26
    Riflessioni notturne sulla paura dell'uomo nei confronti di altre religioni, in questa profonda lirica. Il ghetto ebraico veneziano, il primo in Europa: dopo il 1500, si sentiva già il bisogno di allontanare dal resto della società un popolo segnato dalle profezie, la cui storia forse inquietava... sfociato poi in persecuzioni, culmine della cecità di uomini presuntuosi, senza limiti morali! Molto bella, apprezzata!

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