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Le anime strappate

Il sole sul Campo non sorge più
resta offuscato dalla grande nube
di cenere grigia e bianca...

Povere
anime strappate
senza un grido
senza più lacrime:
anche le urla si son fatte mute
e gli occhi ormai asciutti...

Con la notte cala il buio
e cresce l'angoscia
non si dorme più:
è da tempo che i sogni
sono solo incubi quotidiani...

L'indomani l'alba
sarà ancora la stessa
una realtà fredda e spietata
con le file ordinate e tremanti
inermi verso le docce...

 

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7 commenti:

  • bruno guidotti il 07/11/2013 19:17
    Non so se ho afferrato il senso della poesia, credo di si, quelle docce sono determinanti, ma se cosi non fosse rimane sempre una mafnifica sequenza di versi.
  • Roberto Tommasi il 13/02/2012 08:06
    Ti ringrazio tantissimo!
  • Rosa Maria Marongiu il 12/02/2012 19:16
    Un dolore lacerante di cui non si finirà mai di scrivere. Forte il contrasto tra la prima parte e la conclusione della poesia. Lo strazio delle persone trucidate nei campi di sterminio diventa per i carnefici una fredda routine, dove uomini sono solo numeri, come file di formiche o parassiti da eliminare, secondo un concetto di 'ordine diabolico' che agli esecutori non appariva nella sua nefandezza. È il senso di crudele indifferenza che si ripete sempre davanti alle stragi delle guerre e delle dittature.
  • Roberto Tommasi il 12/02/2012 14:03
    Grazie!
  • Francesca La Torre il 12/02/2012 13:52
    Piaciuta molto, ben scritta e soprattutto autentica nel contenuto.
  • Roberto Tommasi il 27/01/2012 14:04
    Ti ringrazio!
  • augusta il 27/01/2012 09:51
    anche le urla si sono fatte mute...

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