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Stramaledettissimo sogno

Non voglio addormentarmi
per la paura di sognare.
E nel sogno ti vedo
bella come allora, ma triste.
Non accarezzo più quel ricordo
che mi faceva tremare il respiro e
il cuore quando eri nuda davanti a me.
E questo stramaledettissimo sogno
è così vero che sembra adesso.
È talmente finto da sembrare reale.
Quanto eravamo piccoli,
quanto eravamo stupidi,
io ti schizzavo l'acqua fredda e
tu scappavi : "dove vai? Ritorna!"
Io non volevo, ma è successo
scusarsi è inutile.
E ce ne vuole di tempo e di botte sai,
per diventare adulti, o illudersi di esserlo.
Illudersi di essere uomini grandi
e non grandi uomini:
uno dei tanti che nella massa non conta
uno dei soliti che nel coro non canta
ma forse il solo che sa leggerti la mano,
e sa far ridere quegl'occhi, oggi spenti.
Il tempo è un pittore pazzo
e con il suo pennello sfuma tutte
le cose, ma non quelle amate insieme:
quelle son ferme nel cuore,
e io solo con loro sto davvero bene.
Forse siamo davvero ancora piccoli
Forse siamo davvero ancora stupidi
Forse improvvisiamo troppo per troppi.
Mi domando se siamo ancora capaci di
commuoverci per niente,
e a credere nei sogni della gente.
Lascia che ti guardi in faccia
lascia che ti misuri il cuore:
io sono sempre qui lo stesso uomo.
E se aiuto a far ridere qualcuno,
non credere che sia un reato,
non pensare che sia del tutto sbagliato.
Nulla ti chiedo mia poesia
Dammi solo una mano,
ho un freddo da morire:
strappami questo assurdo
male all'anima dato
da un lontano amore
che sta finendo qui...

 

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2 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • ilmfe il 02/02/2012 12:07
    Ogni verso tira l'altro, ogni pensiero si incatena al successivo come gli anelli di acciaio di un cordone metallico fatto di tante maglie collegate fra loro che scorrono armonicamente senza mai incastrarsi, questo è ciò che fa la sua poesia!
    Questa a primo impatto sembrerebbe la poesia di un amore frustato, ma mi permetto di leggerci anche la descrizione malinconica di un affetto ritrovabile, da poter riabbracciare, magari, solo la malinconia per quei gesti che con il susseguirsi dei giorni e del tempo non si eseguono più con la naturalezza di una volta.
    Lasciandomi erroneamente prendere dalle mie sensazioni in inglese il remake del titolo di questa poesia potrebbe essere "ONE LAST RIDE" , infondo la paura di sognare si ricollega alla voglia che ne scaturirebbe, quella voglia di "UN ULTIMA CORSA" fra le cose belle dell'affetto in questione!
    E. R.

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