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Vado via

Vado via perché sono intollerante
ed insofferente a tanta gente.
A quei musi lunghi troppo frequenti,
al puntuale ritardo,
alle occhiate di scherno
e pregiudizio,
alle inutili dita puntate contro,
ai sensi di colpa inesistenti,
alla cattiveria dei falsi amici
e dei veri parenti.
Vado via non per ritrovare me stesso,
ma per perdere il mio attuale.
Vado via per smaltire la rabbia
e il soffocato pianto,
per quei dialoghi muti
troppe volte assassini chiassosi,
per tutte quelle pecore mal vestite da riottosi.
Vado via ma non è una fuga,
forse è solo un pretesto per restare svegli,
per non essere complici di uno sbadiglio,
per non cadere sempre nello stesso sbaglio.
Vado via ma è solo un pretesto vile,
per non lasciarsi morire.

 

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1 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 12/10/2016 14:07
    Molto piaciuta e apprezzata questa tua bellissima.
  • ilmfe il 02/02/2012 10:12
    Rieccolo il volto più solare della poesia amatoriale italiana, questa volta la sua poetica è il sunto di un'insieme di insopportabili abitudini quotidiane del mondo che circonda l'autore come avrà circondato tutti noi almeno una volta nella vita!
    Il protagonista è talmente intollerante che arriva a raccomandarsi di ritrovare un se stesso nuovo, diverso dall'attuale, quell'attuale condizionato dalle sue abitudini e dalle maschere che il pregiudizio fa indossare a tutti senza far distinzione fra chi le indossa solo in viso e fra chi ha una maschera morale (un personaggio) da poter utilizzare all'occorrenza delle occasioni più disparate!
    Il pathos di questo scritto sulla vita prende tutti noi e sfido chiunque a non riconoscersi nel.. pretesto vile,
    per non lasciarsi morire.
    Continuiamo a seguire questo "pittore" di malesseri quotidiani!
    E. R

1 commenti:

  • Alessandro il 28/01/2012 00:45
    Un'insofferenza, una fuga che è in realtà il desiderio di scuotersi da un torpore. Molto apprezzata

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