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Dopo il mezzogiorno

Arde il sole sui monti neri
dall'antica quercia ossuta
un infinito cinguettio di piccoli uccelli
inneggia al giorno nuovo che nascee
mi richiama con energia alla vita.

Un nuovo mezzogiorno mi attende
con dardi di luce scrosci di pioggia
tempeste di vento ed arcobaleni,
una nuova sera dai tramonti rosei
col sole che si addormenta su altri monti
per un nuovo superiore risveglio.

Ma dopo tante tempeste e tanta luce
vi sono giorni uggiosi senza vita
il cielo latteo senza nubi e laghi azzurri
impalpabili contorni senza colori,
tacciono i ruggiti gli ululati e i tuoni
evapora la terra nebbiolina cupa
che tutto uniforma senza orizzonti
senza vette e senza abissi,
si addormenta lo spirito guerriero
si placano le pulsioni del mio cuore
e cammino su aculei di rovine antiche
mi nutro dei frutti di alberi
ormai aridi tra i calcinacci
su un letto di rovi faccio l'amore.

Ogni gioia è intrisa di dolore
ed ogni morte ogni tramonto
prelude ad una nuova aurora.

 

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • cristiano comelli il 28/01/2012 20:46
    Molto pregevole, hai saputo portare in scena l'eterna, avvincente danza dell'umana condizione che fluttua tra malesseri e incertezze e ricerche incessanti di riferimenti stabili; molte immagini mi hanno colpito, segnatamente vorrei però centrarmi sul "sole che si addormenta su altri monti per un nuovo superiore risveglio"; in effetti è bello pensare che il sole, cme la persona, svegliandosi il giorno dopo non sarà uguale al giorno precedente, avrà in sè l'energia del calore che la sua vita ultramillenaria gli ha donato e quello che invece si è generato in aggiunta; il sole è illuminazione in divenire, proprio come l'uomo. Complimenti e cordialità.

5 commenti:

  • - Giama - il 29/01/2012 09:59
    Molto bella Ettore, si sente la spontaneità con cui hai scritto questi versi, piacevolmente scorrevoli;
    Infine il tuo commento a completare l'opera...
    mi rimane nel cuore con speranza la chiusa!

    ciao e complimenti!
    gia
  • Ettore Vita il 28/01/2012 21:21
    Grazie Cristiano, del tuo interessante commento.
    Il sole è il simbolo dell'uomo che si riproduce in un ciclo incessante, proteso ad un continuo progresso, in un divenire che non è mai repetitivo.
    Il cambiare delle stagioni e del paesaggio simboleggia il bene e il male, la pace e la guerra, la felicità e il dolore... le tanti antitesi della vita.
    L'ultima parte rappresenta un po' la mia vita da pensionato, ma anche la caduta dei sogni... le sconfitte, la depressione che ti annebia ogni nuovo orizzonte.

    Ma alla fine vince la certezza/speranza di una nuova aurora.
  • Ettore Vita il 28/01/2012 15:05
    Forse i "versi" andavano raffinati ma mi sono usciti di getto e ho voluto lasciare che la spontaneità venisse fuori.

    Grazie dei vostri complimenti, frutto della vostra sensibilità.
  • Vilma il 28/01/2012 11:26
    versi di profondo significato, un emozione leggerti... complimenti
  • karen tognini il 28/01/2012 09:20
    Senza parole Ettore... STUPENDA!!!

    Ogni gioia è intrisa di dolore
    ed ogni morte ogni tramonto
    prelude ad una nuova aurora.

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