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Al momento dell'appello

Scenderà la neve,
da quel bosco immobile
le rotaie si copriranno,
e sarà il silenzio
la natura e la prigione
ancora dei vivi
tavole e legna da ardere,
sul lucido dei tacchi
muoverà i suoi passi
il rumore secco,
al delirio delle grida
muore la pietà
un mozzicone di sigaretta
buttato via nel campo,
il carnefice
è un'ombra nera
il suo fiato di mentina
la campana dell'addio,
piccola e gracile creatura
un cucchiaio di margarina
e bucce di patate
i suoi zoccoli e
un vestito unto a strisce,
è sceso il freddo sotto zero
su quel lavatoio si posano i ricordi
si sentiva il treno rallentare
eravamo stretti
tanto stretti
non cercarmi questa sera
se i cani ringhieranno
io correrò nel bosco.

 

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3 commenti:

  • silvana capelli il 19/08/2012 14:18
    Non si può non piangere leggendo questi tristi veri drammi dell'umanità. Condivido, ci sono stata in quei campi, ne ho scritto una simile. Bravo! un saluto ciao!
  • karen tognini il 28/01/2012 17:21
    Splendida Luigi...
    toccante.. profonda e drammatica...
  • loretta margherita citarei il 28/01/2012 17:19
    una notevole poesia complimenti

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