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Non ci stò

È facile fare rime
ma non muoversi
non agire.

Star solo a leggere
e a scrivere
davanti questo pc.

Ci stò tutti i giorni
a caso, nel dì
che è stato, è

e ha da venì.
Mi fa sentir vivo
e morto, nell'istante.

Non sono presente
sono apparenza
che inganna, dice il sentire

e la mia voce interiore
si trasforma nell'urlo
di scimmia dei primordi.

Che quello è il mio segno
non so qual'è il tuo.
E sei ancora, un'essere umano.

Faccio un ratio breve.
Sulla mia sinistra si invita il fedele
come Gerusalemme terra di fede.

Ma fede di chi e di cosa e perchè.
Ti parlo da cristiano non credente
se non nella figura dell'uomo

nobile e di famiglia benestante
chiamato Gesù Cristo.
E sento la sua rabbia

per l'ingiustizia di questa forma
di creazione commerciale
chiamata l'istituzione clericale.

E non fraintendermi, l'uomo è uomo
e ama con e senza uniforme.
Ma non restringerlo in falsi dogmi

che diventa mistero su mistero
mentre la cosa è semplice

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Valentina Corbani il 23/05/2013 08:55
    Bella! Mi è piaciuta molto. È molto dolce. Comnplimenti

3 commenti:

  • mariateresa morry il 30/01/2012 19:24
    Molte immagini in questa tua poesie, molti concetti circolanti e qualcuno anche contraddittorio, , ma è normale per chi ( te) lavora a questo ritmo incalzante.
    Due cose vorrei dire: anche da un pc oggi partono messaggi e partecipazione, altrimenti nè tu nè io nè altri rimarremmo qua a dire quello che abbiamo dentro e che forse nessuno, in altro luogo, ascolterebbe. 2) Condivido appieno il disagio che mi dà pensare alla lingua di sant'antonio, che ho visto una sola volta e non ci ho più dormito alla notte. Queste cose alla fede non servono, però ahimè c'è anche chi vuol continuare a vedere sta lingua!!! Bravo Raf, poeta-protesta
  • loretta margherita citarei il 30/01/2012 17:16
    una poesia forte ed incisiva apprezzata
  • agave il 30/01/2012 15:32
    condivido i tuoi pensieri sulla spiritualità, leggendo la tua poesia ho avuto l'impressione di sentirla con un incedere RAP (probabilmente perché suona bene e dal testo traspare un senso critico)

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