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Inverno siberiano

s'è presentato col colbacco
fischiettando allegramente
per le strade immote a braccetto
di compagna tramontana

sono metafore ormai logore
quei rami d'alberi
protesi verso il cielo bianco piombo
che ingoia i tetti delle case

il cappello pigiato sulla fronte
e il collo rintanato nelle spalle
raro movimento d'un passante
che muove l'aria di mulinelli densi

l'orme ch'egli lascia sulla neve
sono ricordi smarriti nel gelo
e guarda i suoi piedi intirizziti
l'un dopo l'altro avanzare verso casa

 

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4 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Ferdinando il 08/12/2016 05:12
    pprezzata... complimenti.
  • Don Pompeo Mongiello il 02/02/2012 14:19
    Descrizione sublime di momenti colti dall'autore con la puntigliosità di un orologiaio svizzero e messi in versi con lo stesso metro.

4 commenti:

  • stella luce il 01/02/2012 15:32
    neve neve... amo la neve ma soprattutto amo il silenzio dopo la neve quello che dona una strana pace...
  • mirtylla il 01/02/2012 14:21
    Poesia che riflette il tempo di questa giornata, mentre sto guardando la prima neve scendere da dietro la finestra...
    bravissimo
  • Elisabetta Fabrini il 01/02/2012 14:00
    Un inverno bellissimo come le tue parole...
    bravo!
  • Hila Moon il 01/02/2012 13:34
    Un bel ritratto, denso di piacevoli sfumature

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