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I disperati del terzo millennioVengono dall'A

Vengono dall'Africa Sub-Sahariana
Poveri Cristi... a riparare in Europa
scappano da morte, fame e guerre.
Fanno un viaggio allucinante,
non perché l'Africa sia distante.

Attraversano il deserto
ogni paese li deruba:
depredati, maltrattati,
dai loro stessi fratelli...
son carnefici pure quelli;
molti muoiono per strada
seppelliti dal deserto,
che li aveva pur creati
mentre adesso li ha ammazzati.
Stenti fame non son serviti
sono morti disperati.

I superstiti ben pochi
dopo affanni e tribolazioni,
tenteranno d'imbarcarsi
per affontar la traversata
altri soldi pagheranno.

Un'incognita d'impresa
su barconi fatiscenti
a partir s'appresteranno.
Molti in mare periranno.
In quest'epoca indifferente
non stupisce proprio niente.

Arrivati a Lampedusa
lì comincia l'altro travaglio:
straniti, sfiniti, distrutti,
come numeri vengon trattati
e subito schedati.

Lor stanchi ed affamati
ancor devono aspettar
come han fatto
nel tempo del loro migrar.
Sono qui alla porta dell'Europa,
ma non han trovato casa...
... un rifugio provvisorio.

Hanno fatto un lungo viaggio
a rischio della vita,
ancor non è finito il lor peregrinar.
La lor vita mai benigna,
li ha trattati da matrigna.

 

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9 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Anonimo il 28/12/2012 09:43
    ... molto originale
    e ben scritta
    complimenti...
  • Raffaele Arena il 03/02/2012 01:59
    Come un quadro l'autrice pennella con versi efficaci una realtà drammatica. Di cui siamo, come paese occidentale, in primis, complici. Le nostre fabbriche producano armi. Non dimentichiamo. E come abbiamo esportato la guerra, ecco che l'import non si farà attendere.
  • cristiano comelli il 01/02/2012 17:21
    Intanto le rivolgo un grosso grazie per avere messo l'accento con versi di buona levatura su un problema tanto, tragicamente attuale. È incredibile come gran parte dell'umanità, oggi, ancora non abbia imparato a non chiamare gli uomini bianchi o neri, immigrati o italiani, ma semplicemente persone. Non siamo forse tutti figli dello stesso Dio o delle stesse stelle?

9 commenti:

  • loretta margherita citarei il 17/08/2012 04:20
    e se trovano accoglienza in qualche città vengono fatti lavorare in nero sottopagati, apprezzatissima poesia
  • Grazia Denaro il 10/02/2012 14:25
    Grazie a Raffaele Arena ed a Cristiano comelli per le due recenzioni che hanno centrato il vero problema che affligge questi popoli che vengono dall'Africa per scappare da guerre e fame, ma purtroppo la loro lotta per la sopavvivenza non ha mai fine.
  • Grazia Denaro il 03/02/2012 20:48
    Grazie Giacomo Colosio sono contenta che convergiamo nelle stesse idee sull'odissea che affrontano questi nostri fratelli
    più sfortunati per essere nell'altra parte del mondo, dove la vita non vale niente.
  • Anonimo il 03/02/2012 14:59
    Vero verissimo... grande merito alle tue parole... poesia scritta con il cuore, meritevole.
    Ai tempi che anch'io scrivevo pèoesie questo era uno dei temi che pure io affrontavo. ciaociao, e brava.
  • Grazia Denaro il 01/02/2012 17:30
    Grazie del suo intervento Dora fiorino, vedo che siamo in sintonia d'idee.
  • Dora Forino il 01/02/2012 17:29
    Una vita travagliata, di miseria, di stenti,
    intraprendono giovani della costa africana.
    Emigrano in Europa. Ma è solo un miraggio,
    la loro voglia di trovare una casa, un lavoro.
    Intensa.
  • Grazia Denaro il 01/02/2012 17:25
    Graze Alessandro del tuo intervento.
  • Grazia Denaro il 01/02/2012 17:24
    Certamente, siamo tutti figli dello stesso Dio e nati sotto lo stesso cielo, La ringrazio di essere interessato al problema che si pone in quanto è spessissimo sottovalutato.
  • Alessandro il 01/02/2012 17:01
    Una migrazione fatta di rifugi provvisori, di percosse di una vita spietata. C'è sempre chi è messo peggio di noi. Piaciuta

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