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Con carta e spago

"Le forbici sono pericolose, lo sai.
Ti sporchi tutte le mani con la colla.
Stai lasciando pezzi di carta dappertutto.
Poi rimetti a posto i pennarelli.
A che ti serve lo spago?
Non dare fastidio a papà.
Ricordati che alle sette e mezza si cena."

Giocava
tra i cumuli di cartoni e montagne di plastica.
Saltellava con le sue ali di carta
allacciate con lo spago sulle esili spalle.
Rumoreggiavano dolci
i suoi piccoli passi sul cemento.
Ma i suoi occhi vedevano prati e boschi
e con gli alberi parlava: li sgridava
perché erano troppo alti.
Con le sue ali volava fin sulla cima,
ne accarezzava le foglie più sole,
più tristi, ne assorbiva i colori
poi planava lieve sui papaveri e fiori.
Fra i petali s'addormentava
cullata dalla brezza e dai profumi.
Verso sera la Natura, che anche è madre
la svegliava, con gocce di pioggia
e fame le diceva:
bambina è ora d'andare,
la cena e la strada ti bramano
ti vogliono amare, non farle aspettare.
Ricorda solo una cosa:
anche se camminerai
con gli occhi ben fissi per terra
per non inciampare,
queste tue splendide ali
di carta e di spago
mi raccomando:
non le buttare.

Mai.

 

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3 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Rossana Russo il 02/02/2012 18:30
    Meravigliosa quanto emozionante e fantasiosa poesia Piaciutissima, complimenti

3 commenti:

  • augusto villa il 12/02/2012 15:17
    È davvero bella... Se poi pensiamo che l'hai scritta fra un biberon.. e l'altro... Complimenti davvero!!!
    -------------
  • vincent corbo il 06/02/2012 08:05
    Potevi dirlo che finalmente hai partorito una nuova poesia! Comunque, anche nei tuoi nuovi scritti si vede che "qualcosa è cambiato", si respira un'aria nuova, sei più aperta, più fiduciosa, è una rinascita.
  • loretta margherita citarei il 02/02/2012 21:07
    ottima poesia apprezzatissima

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