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Marta e simonetta

Simonetta, piccola Simona,
fu il nome che frusciò sulla mia pelle,
l'anima rinchiusa
come un gabbiano ribelle
impaziente di dare un nome al suo volo,
in un vetusto stabile di Roma,
quartiere bene, via Poma;
computer fedele
che mi vedesti esalare l'ultimo respiro
involontario complice
di chi me lo sottrasse vigliacco,
mai potesti raccontare
il fascino della carovana dei miei pensieri
orridamente spezzata
da un viaggio che non calcolai;
vi vedo, ora, sogni miei adorati
dispersi in qualche tram di periferia,
vi insinuavate nei miei occhi ancora assonnati,
e poi ricamavate sul buio,
che salutava il ritorno del tempo del lavoro
alla sua tana di ombra,
la nenia che più amavo;
"Simonetta, il tuo sorriso è la nostra poesia,
insieme, vedrai, voleremo via
alla scoperta del tuo autentico amore,
e di un futuro dall'inconfondibile bagliore".
Pietrino, portiere
di quell'anonimo caseggiato,
non so perchè tacesti,
nè perchè chiedesti, esaudito,
allo scorrere degli anni,
di concederti di morire,
fino all'estinzione suprema,
ora che insieme osserviamo questa luna,
apri il tuo diario di paure,
e rivelami finalmente,
perchè la mia vita,
troppo presto cessò di chiamarsi fortuna.
Sono Marta,
nel cuore coltivavo la missione di studiare,
forse imprigionata ero ingenua
nell'idea che la cultura
fosse mia alleata silenziosa e salda
nel farmi imparare ad amare;
ma fu la follia codarda di uno sparo
vomitato da una finestra impazzita,
che più non mi consentì,
di percepire quanto ad amare sarei riuscita,
l'università per tomba,
accademici in doppiopetto

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6 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 08/05/2012 13:19
    molto apprezzata complimenti

6 commenti:

  • concetta il 04/02/2012 12:34
    argomemto terribile trattato con una lirica bellissima, complimenti di cuore
  • Vincenzo Capitanucci il 03/02/2012 11:52
    Oramai mai... potremo fare giustizia.. si potremo prendere i colpevoli... ed è giusto che sia così... ma l'uomo è capace di togliere la vita... ma non sa ridarla... purtroppo..
    Bellissima Cristiano... tratti argomenti a volte terribili... con tutta la Tua dolcezza e sensibilità...
    ... l'università per tomba,
    ... Due tombe ricolme di inespresso

    tanta gioia e voglia di vivere persi...
  • cristiano comelli il 02/02/2012 21:42
    Naturalmente vi ringrazio, sarebbe stato meglio non scrivere perchè significava che quelle due ragazze erano ancora nel mondo dei vivi. Per Simonetta mi risulta sia stato incriminato come colpevole certo, anche se su di lui si discute molto, il suo ex fidanzato Raniero Busco che sinceramente non mi ha mai convinto della sua innocenza per l'atteggiamento di prosopopea con cui si è presentato sempre dinanzi alla magistratura. Quanto a Marta, purtroppo, mi pare si brancoli nel buio perchè la pista Scattone è caduta nel nulla. Tutta la mia vicinanza, comunque, alle famiglie di queste due povere creature la cui vita è stata spezzata nel modo più barbaro e vigliacco. Cordialità.
  • Anonimo il 02/02/2012 19:56
    Niente e nessuno sfugge ai tuoi versi! Abito a Roma e ho ricordi nitidi di queste due morti. A proposito di uno dei due presunti assassini di Marta ( si dice giocassero a chi mirava meglio...) è andato ad insegnare nel liceo frequentato a suo tempo dalla ragazza!! Grazie per averle ricordate e come solo tu sai fare.
  • karen tognini il 02/02/2012 19:55
    due delitti orrendi... chissa' se mai troveranno i colpevoli...

    Come sempre Cristiano hai affrontato in una lirica bellissima un argomento toccante... con la tua grande bravura e sensibilita'!
    Complimenti e saluti!
    k
  • cristiano comelli il 02/02/2012 19:37
    Questa riflessione è dedicata a due ragazze barbaramente assassinate entrambe a Roma e per le quali ancora si attende giustizia (in un caso, forse, la si sta facendo); si chiamavano Simonetta Cesaroni, giovane segretaria di un ufficio trucidata in via Poma, e Marta Russo, freddata da dei colpi di pistola da una stanza di università; vennero incriminati tali Scattone e Ferraro, se non ricordo male, ma non sono stati condannati e tutto deve ricominciare da capo. E quindi questo mio riflettere desidera anche essere una domanda: quando due ragazze che desideravano soltanto vivere una vita normale fatta di amori e sogni avranno finalmente giustizia?

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