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Estasi di menestrello

Il destino mi addestrò
a ricarmarmi custode sonoro,
su lingue di strade
silenti eppur così loquaci,
che corteggiavano a mia insaputa
le corde ribelli della mia chitarra;
non sono, ne fui mai io
a cesellare fantasmi di zucchero
di compiute, alate serenate,
furono piuttosto loro
ora lo so,
a prendermi sotto l'ombrello
delle loro carezze color privilegio,
suonare per imparare
la misura inesplorata del mio amare,
e poi,
scorgermi io stesso innamorato,
tra lo sfuggente comporsi e dileguarsi
di un fiume di baci tra innamorati;
sonorità mie,
in realtà davvero mie mai foste,
ma vi faceste piccole piccole
tramortendo la vostra identità infinita,
perchè io imparassi davvero
a esplorare i fondali tremanti del mio cuore;
ora, dinanzi a questa lampada
gravida di luce orgogliosa e ancestrale,
lucido una per una,
come un orologiaio esperto e preciso,
queste note che portano il vestito
di un tempo che in me nacque
per lasciarsi intrappolare in melodie;
eccole, quarti, ottavi o metà,
crome che hanno ricoperto
con una ragnatela di miele,
l'indomabile guizzo dell'immensità;
eccole,
a farsi madri consolatrici
del rantolio lacrimante
di un padre di famiglia orfano di lavoro,
del clochard impegnato a ritagliarsi
il più perfetto buco del cartone,
per mandare alla stella da cui nacque
la sua dichiarazione di amore e fedeltà;
sì, odo anche il tuo fruscio
disarmonico e talora ipocrita,
sciabordare di piccoli centesimi,
che mi creava il cerchio di cristallo
di un esile tozzo di pane,
con cui frantumare i crampi dello stomaco;
eccomi, signore,
mi offro a te soltanto,
in estasi forse acerba
e forse illusoria di menestrello,
tu soltanto sai bene,
che le mie mani null'altro furono,
che fedeli esecutrici
dell'intarsio tra suono e dono;
ora capisco
che rileggerò tutte quelle note
nei contorni inafferrabili
del tuo abbagliante viso,
e sarà allora davvero,
che potrò dire d'aver scorto il paradiso.

 

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2 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Anonimo il 08/05/2012 13:18
    molto apprezzata complimenti
  • senzamaninbicicletta il 06/02/2012 05:16
    davvero molto bella soprattutto per il linguaggio usato nei versi per niente comuni. Una poesia come le altre dell'autore difficile da commentare per l'alto livello espresso. Originale l'utilizzo dell'estasi che se da una parte "estasi" è proprio l'avvicinamento a Dio, colpisce il contenuto spirituale privo di "indottrinamento" e della gravità della preghiera, che è così che interpreto questa ode. Apprezzata molto. Ottimo stile

2 commenti:

  • Vincenzo Capitanucci il 05/02/2012 19:50
    Splendida Cristiano.. un cuore menestrello attraversa i secoli...

    ... furono piuttosto loro
    ora lo so,
    a prendermi sotto l'ombrello
    delle loro carezze color privilegio...
  • Elisabetta Fabrini il 05/02/2012 18:45
    Meravigliosa... un capolavoro.
    bravissimo davvero!!

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