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La lambretta

Avevo una lambretta azzurro cenere
truccata e ridipinta in un blu scuro
e mille e mille sogni in "marte e venere"
nascosti in un cortile dietro un muro.

Volevo a tutti i costi non offendere
e al tempo stesso diventare un duro
così m'industriavo per difendere
l'integrità dell'anima e del muro.

Ma poi che lo dovevo oltrepassare
perchè mi dava limite e tormento
più che potessi, e posso, sopportare

correvo a più non posso controvento
sulla lambretta rapida e sbandata.
Correvo la mia vita inesplorata.

 

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11 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Anonimo il 27/03/2014 23:50
    Quando vedo dei versi ben scritti la prima cosa che guardo è rima e ritmo e qui non c'è nulla da eccepire. Poi guardo il contenuto. Se è banale mi arrabbio. Ma anche qui di banale non c'è nulla. Anzi è un piacere leggerla.
  • Raffaele Arena il 09/02/2012 03:18
    Bella questa visione metaforica della crescita della tua vita della tua voglia di libertà, di fuga sulla lambretta. Mi ricorda molto il film di Moretti Aprile, che considero un capolavoro come questo tuo testo
  • senzamaninbicicletta il 06/02/2012 10:12
    la forma è precisa per il contenuto ed unisce schiettezza e profondità in un tutt'uno. la lambretta è essa stessa parte elegante e sbarazzina della metrica del sonetto ed il ricordo introspettivo fa il resto. Molto bella e apprezzata

11 commenti:

  • Fernando Piazza il 07/02/2012 18:11
    Simpaticissimo sonetto! Versi ottimamente resi e dal sapore nostalgico, ma anche dal ricordo di tempi felici e spensierati, oltre che dell'incoscienza e del brivido per l'avventura. Per me la lambretta era off-limits, tabù. Mio padre, pur essendo stato uno dei primi ai suoi tempi a possedere una moto, mi aveva espressamente proibito anche solo di montarci su. Ricordo di essere passato direttamente all'automobile non appena presa la patente:la 1100 fiat di mio padre. In seguito ne ho cambiate parecchie... e il mio sogno oggi sarebbe fare un giro su una Harley Davidson... modello chopper.
  • Bianca Moretti il 07/02/2012 10:44
    Che bello il tuo sonetto! Fresco e scanzonato, dal sapore "antico". Un bell'omaggio ai tempi che furono, quando la Lambretta era la regina incontrastata dei mezzi allora in voga tra i giovanissimi, a differenza della Vespa, pensata forse per un target più... maturo! Io ho un amico a cui all'epoca avevamo appiccicato questo nomignolo per via della sua passione e per l'attaccamento al suo mezzo, che coccolava come un figlio e che ancora oggi gli è rimasto, nonostante lui non sia proprio un pezzo da museo.
  • mauri huis il 06/02/2012 20:45
    Buonasera, grazie a tutti e un saluto particolare ad Anna Rita e Salvatore, miei nuovi lettori, ai quali renderò il servigio.
    Eh, tra vespisti e lambrettisti non c'era proprio gara! Non di motore, quanto di telaio. Più maschia la lambretta, più tranquilla la vespa. Io comunque, della lambretta, allora, non è che fossi proprio entusiasta, eh... avevo lavorato due estati per comprarmi la aletta 125 da regolarità...
  • Salvatore Maucieri il 06/02/2012 20:26
    Bella poesia. Bello il mezzo di locomozione. Ho avuto il piacere di averne ereditato una da mio padre. Eccezzionale. Nulla a che vedere con la "Vespa". Complimenti
    Ps. Non voglio deprezzare la Vespa, ottimo e riuscito mezzo di locomozione.
  • Alessandro il 06/02/2012 18:18
    Davvero elaborata, bel lavoro con le rime: una sfrontatezza giovanile, quella della corsa controvento a bordo di una lambretta. Il giovane che vuole fare il duro, scavalcando il muro che cela il suo cortile d'interiorità, di sogni.
  • anna rita pincopallo il 06/02/2012 17:17
    bravissimo gradevole lettura piaciutissima
  • loretta margherita citarei il 06/02/2012 16:30
    molto gradevole apprezzatissima
  • Anonimo il 06/02/2012 13:24
    Vedi che sei poeta... molto bella questa poesia... la lambretta poi era anticonformista, all'epoca della vespa... erano i duri, o gli alieni, o i lupi solitari che avevano la lambretta... celeste, poi... ciaociao
  • mariateresa morry il 06/02/2012 12:36
    Maurizio, bellissima sta cosa... ti si vede proprio ragazzo che vuoi fare il duro e ti destreggi sulla lambretta..." correvo la mia vita inesplorata" è un verso che è tutto un programma... misa che sei ancora su quella lambretta... bravo davvero, metto tra i preferiti
  • Anna Rossi il 06/02/2012 11:01
    delizioso sonetto. ben scritto. e poi.. invita un sogno a sognare.. di più
  • senzamaninbicicletta il 06/02/2012 10:13
    mille e mille sogni in "marte e venere" (mi piace moltissimo)

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