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L'effetto boomerang

Vi parlerò di convenienza
a volte ha più potenza di un canto d'Amore

e va più di moda

Se Tu
muori di fame
io
di certo morirò d'infarto

se Tu
impazzisci dal dolore
io
vivrò il Tuo deserto nell'alzheimer

se Tu
esplodi sotto una bomba
io
mi fracasserò il cranio in un incidente stradale

se userò la mia ricchezza per abusare di bambini in povertà
il mio essere si riempirà di cancri

non ci saranno soldi medicine medici ospedali avvocati per salvarmi

Se Tu vivi un inferno
io di certo non entrerò in paradiso

non è la coscienza che lo vieta ma un invisibile indivisibile corpo di una sola carne

 

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6 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Ettore Vita il 09/02/2012 22:28
    C'è un grande cuore in questi versi e una formidabile certezza dell'essere UNO.

    Nell'organizzazione del lavoro, un tempo emerse la teoria sistemica: quando si manifesta un problema in un punto finisce per ricadere su tutto il sistema organizzativo.

    Vero. Ma quando si butta un sasso nel mare si creano dei cerchi concentrici, ma man mano che si allargano diventano meno visibili... la forza si affievolisce, disperde.
    Se c'è gente che soffre, che non ha lavoro prima o poi crea una situazione di sofferenza, una situazione sociale che si riflette anche su chi sta bene...
    Dalle zone povere si emigra verso i paradisi... ma dopo quanto tempo? Il meccanismo causa effetto non è immediato, diretto. Le cose e le dinamiche sono più complesse.
    La teoria sociologica anche moderna dell'essere Uno, di partecipare dell'universo non ha fondamento.
    Rarebbe bello che così fosse!

6 commenti:

  • Anonimo il 10/02/2012 15:25
    Forse non c'era nemmeno bisogno di leggerla questa poesia, perché è semplicemente presente e profondamente incisa nel DNA non solo umano, ma cosmico.
    Porta dritta alla connessione e alla memoria della supercoscienza e ci spiana la strada verso una Teoria Integrale del Tutto.
    Fantascienza?
    Mi vien da ridere se non fosse da piangere.
    Caro Cap, Cip Ciop Ciap, ottimo calcinculo nel campo akashico
  • cristiano comelli il 09/02/2012 21:27
    E bravo Vincenzo, ancora una volta un'ottima performance poetica che mette in luce come nell'amore e nel dolore ritroviamo la nostra superiore identità di uomini al di là di razze, religioni, difformità di opinioni. Siamo uomini che racchiudono in se ogni altro uomo, e forse questo servirebbe anche a risparmiarci tante violenze dell'uomo sull'uomo, perchè violentare un altro uomo è sempre come violentare noi stessi. Ciao e grazie.
  • Anonimo il 09/02/2012 13:52
    Certo Vincè, se noi moriamo di fame, quelli che ci affamano mangeranno pure per noi e schiatteranno sì d'infarto e così via per tutte le altre cose che hai detto.
    Il problema è che, coloro che ci affamano e via dicendo, si considerano, solo loro, l'unità vera. Gli altri non sono parte di quella unità, ma sono altri da loro.
    Se poi andremo tutti all'inferno, anche questo rientra in quel discorso di coloro che non entreranno in paradiso, ma impediranno anche agli altri d'entrarci.
    Bravissimo Vincè, ma quando passerai al binomio e al trinomio?
  • Anonimo il 09/02/2012 13:33
    Questa poesia la stampo, la metto in cornice( me la faccio da me, userò un legno di noce antico, tarmato come si deve) e me la tengo davanti alla mia postazione computer per potermela rileggere ogni volta che alzo lo sguardo.
    Condivido tutto, verso per verso, parola per parola. semplicemente perfetta... non cambierei una parola. ciaociao
    P. S. preferita tra i preferiti.
  • Anonimo il 09/02/2012 10:34
    Poesia profonda, significativa, condivisa... soprattutto sentita.

    Unico Vincè... ti abbraccio.
  • karen tognini il 09/02/2012 07:32
    Credo Vincenzo di aver capito quello che Tu vuoi dire...
    siamo UNO... siamo tutti nella stessa barca... e ci lasciamo influenzare...
    Se si vivesse tutti nell'Amore saremo tutti più felici e sani...è mera illusione... purtroppo!!!

    Sei unico.. grande cuore!!!

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