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Vicolo della storta

Mi ero perso nella sera, li tra i vicoli del porto
ed tutto un tratto son caduto
precipitando nel sogno.
E mi son destato nel delirio dello scherzo di una calda notte.
Voltando gli occhi in alto scorgevo il pavè insudiciato
in basso ammiravo il cielo e ancor più giù le stelle
cercando di prendere a calci la luna.
Da un portone una gattara ridendo mi diceva
le cose son sempre quelle ed il suo gatto abbaiava!
Dal basso delle scale gli rispondeva una cane: miagolava.
Silenzio! Ruggiva dalla finestra un vecchio, mi devo svegliare!
Qui la mia giacca sudicia ora è bianco lino
e le mie vecchie ciabatte son nuove scarpe, son fino..
e ho gemelli di diamante, che damerino!
Ma qui il cielo è la terra
e la terra il cielo.
Son caduto al " vicolo della storta"!
A stento parlavo e ora parlo come poeti
ero vecchio, ed ora son giovane e spensierato.
Avevo dimenticato il profumo dei fiori
ma qui crescono nel cielo.
I' odore dl mare è il regalo della mattina.
Ora salgo, no, scendo
ma da san Francesco, dall'alto delle scale, un prete urla
mi dice : Diavolo disgraziato!
Se c'è una sventura è quella di svegliarsi dal sogno.
Ma ora c'è un luogo dove il sogno mio dimora
è un posto dove tutto è al rovescio
Si chiama " Vicolo della storta".

 

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