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Guardare il balcone

Il lavoro si dilegua sghignazzante
fino alle fauci arrugginite,
di un cielo mascherato di piombo,
scorgo gemente,
sul fondo sconnesso del mio mare,
il rantolio di un'esistenza rattrappita,
ieri il bagliore delle risate con i colleghi,
il basaltico conforto di una scrivania,
su cui scrivere la sinfonia
del sacrificio e del pane guadagnato,
oggi il graffio d'avvoltoio,
il gracchiare del pensiero,
che tutto questo non è che
profumo di ieri che più non si fa stringere.
Ti sento, meretrice di una noia,
mentre ti sdrai compiacente e irriverente,
nel salotto impolverato dei miei pensieri;
scherza con un'indifferente danza di luce,
da un lampadario ormai consunto,
l'immagine della mia ultima busta paga,
cigola come una porta mal oliata,
la lettera di licenziamento;
"ci dispiace, questo è il mercato,
abbiamo avuto una contrazione di commesse,
abbiamo necessità di tagliare,
le auguriamo di poter presto ricominciare".
Ricominciare, sì,
ma da che?
Quanto seducono le ripartenze,
finchè non ne assapori
il loro raro concedersi,
il fantasma che spunta
da un ascensore di vento,
di un amore che provò a volare
ma a cui nessuno disse
che le ali o le si possiede nel cuore
o non vi è mercato di illusioni
a cui le si possa acquistare;
ricominciare,
dall'urlo delle pagine
del libro che scrissi;
no, solo lui adesso mi osserva
mentre affogo il mio sguardo abulico
tra le labbra asfissianti della televisione,
è lui, il balcone;
la mia missione di veglia,
altro non sarà
che promettere a me stesso,
di non cedere al suo risucchio,
vincerà, lo sento,
l'aquilone dorato della vita,
su questo mio insano desiderio
di concedermi a un volo,
che non mi regalerà altri voli.
Ho un'esistenza da giocare,
sono un'anima in ricerca
non un pezzo di cartone
che il destino possa scalciare,
questo ti dirò
senza che tu possa impadronirti,
della mia ribollente prostrazione
stupido, insensibile,
eppur invitante balcone.

 

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8 commenti     0 recensioni    

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8 commenti:

  • mirtylla il 11/02/2012 17:34
    Una disperazione che in questi tempi aleggia intorno, il lavoro che manca il futuro incerto, si brancola nei "speriamo" dei giovani e ancora di più nei "speriamo" di chi è prossimo alla pensione e la ditta licenzia...
    È una triste realtà "sono un'anima in ricerca
    non un pezzo di cartone
    che il destino possa scalciare," ma questo è un verso di rivincita sulla vita e sul proprio destino che sempre ci deve accompagnare.
  • denny red. il 11/02/2012 06:12
    Si, hai ben scritto, apprezzato il tuo modo.., bello e vero anche che.. che le ali o li si possiede nel cuore o non vi è.. Vero come tante altre cose.. ma non sempre anche chi possiede.. stà fermo.. su quel balcone, perchè.. perchè perchè.. perchè vola perchè ha le ali sa volare, ed è stanco di stare in basso.. piano piano.. a morire. Ed è cosi che alcune volte.. perchè anche l'Aquila se non ha il suo nido le sue prede.. per stare in alto.. anche lei alcune volte vola vola.. via, perchè.. non si vorrebbe mai, ma è cosi.. senza un perchè.. come la vita che si allontana.. e ti porta.. ti porta via. Ottima! Cristiano, Ciao
  • cristiano comelli il 10/02/2012 21:56
    C'è indubbiamente un senso di precarietà che pericolosamente ci attanaglia e cerca di opprimerci come una lastra di ghiaccio ma, ossequioso alla mia piccola filosofia di vita per la quale anche dalle negatività si deve saper trovare energia vitale, io cercavo di soffermarmi su una tentazione di autoannientamento paradossalmente per riaffermare il valore supremo e intangibile dell'esistenza umana. È bello sapere che abbiamo in questo sito un piacevole e rinfrescante approdo che ci permette di scorgerci amici e comuni cesellatori di speranze nonostante la ovvia e legittima diversità delle nostre quotidianità. E così dal balcone ci butteremo non noi stessi ma tutti i brutti pensieri che desiderano impossessarsi della nostra anima. Su cui poniamo, per loro, il cartello: vietato l'ingresso. Nunc et semper.
  • loretta margherita citarei il 10/02/2012 21:22
    il 2012 sarà ancora più pesante dell'anno trascorso, perderanno il lavoro molte persone, sono angosciata x il futuro, profonda condivisa poesia, la ringrazio per i suoi versi sig Comellli
  • cristiano comelli il 10/02/2012 18:43
    Nel ringraziarvi dei vostri apprezzati e partecipi commenti, aggiungerei questo: ogni volta che penso che questi giovani nati con mille speranze sono sempre più in un tritacarne di insicurezze che non derivano da loro ma dall'insensibilità di chi li governa mi viene davvero da piangere. E vorrei dedicare di cuore questi versi a chi, purtroppo, non ce l'ha fatta e ha finito per concedersi al balcone con un lacerante e incontrollabile senso di impotenza. Cordialità a tutti.
  • Vincenzo Capitanucci il 10/02/2012 17:28
    per molti ricominciare è quasi impossibile... un mercato sempre più crudele... ed un posto fisso... visto dai Monti...è considerato una noia... forse il suo sguardo non è mai sceso a valle... ed il balcone per una attimo apre il vuoto della sua bocca...

    Bellissima Cristiano...
  • karen tognini il 10/02/2012 17:08
    Leggere le tue opere è sempre un gran leggere... versi profondi
    di verita' attuali... la mia missione di veglia,
    altro non sarà
    che promettere a me stesso,
    di non cedere al suo risucchio,
    vincerà, lo sento,
    l'aquilone dorato della vita,
    su questo mio insano desiderio
    di concedermi a un volo...


  • Anonimo il 10/02/2012 16:57
    una disperazione che ci porta a pensieri sconvolgenti, la nostra mente che si impadronisce di loro e li avvolge come se davanti a noi ci fosse solo il nulla... parole che risuonano nella mente lapidarie "ci dispiace, questo è il mercato"... molto forte quest'opera ben rende il sentimento di rabbia, risentimento e la voglia di farla finita... nonostante tutto, l'invitante balcone non servirà a questo scopo... l'anima è più forte e la ricerca di rinascita più allettante...
    complimenti di cuore e cordialità carla

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