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Ode agli italiani

Perché sono secoli,
che viviamo a capo chino,
rubacchiando a noi stessi
la stima di popolo.
Camminiamo strisciando
lungo i muri della storia,
senza morale,
solo bottiglie vuote
dove cadiamo
il giorno dopo,
quando il peso
delle nostre tragedie
ci mostra,
con la sua torbida chiarezza,
le nostre responsabilità,
a cui indarno
cerchiamo di sfuggire.

 

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9 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 22/06/2012 16:58
    Veritiera e triste, espressa in quella cruda realtà senza mancare di tatto e tra le righe la speranza...
  • Aedo il 25/03/2012 12:25
    Poesia di grande impatto sociale: chiusi nel proprio egoismo, non riusciamo a volgere lo sguardo verso i problemi che riguardano la nostra comunità. Il senso dell'identità nazionale oggi non è più tanto avvertito, immersi come siamo in un mondo globalizzato, ma non si dovrebbero trascurare la solidarietà sociale e la sensibilità verso chi soffre ed è meno fortunato di noi. Lirica bellissima!
  • Anonimo il 15/03/2012 18:45
    "Italia mia, benché 'l parlar sia indarno a le piaghe mortali che nel bel corpo tuo sí spesse veggio, piacemi almen che ' miei sospir' sian quali spera 'l Tevero et l'Arno, e 'l Po, dove doglioso et grave or seggio."

    Iniziava così il Petrarca nel '300, e passando per la "Ma gloria non vedo" di Leopardi sono secoli che dibattiamo sul nostro esser popolo, diviso e unito al tempo stesso. Questo sentimento di "amor di patria" posso dire personalmente che non lo provo, forse perchè sono abituato alla fratellanza italiana solo quando si vincono i mondiali di calcio; Forse, invece, sono solo troppo giovane, chissà. Di una cosa sono sicuro però: Italia, vali tanto. Non chinare il capo sotto a persone che non hanno dovrebbero avere nemmeno l'onore di chiamarsi italiani!

9 commenti:

  • silvia leuzzi il 22/07/2016 16:24
    Grazie Augusto un piacere sapere che hai apprezzato questi versi e grazie a tutti quelli che hanno lasciato un loro commento utile e istruttivo e gratificante
  • augusto villa il 22/07/2016 11:46
    Ben scritta... e purtroppo vera...
    È giusto lasciare questo tipo di scritti... Chissà mai... che col tempo, nei secoli... il popolo italiano si dia una svegliata... Opps... ma fra qualche secolo... esisterà ancora il popolo italiano?
    Bravissima!
  • Anonimo il 24/08/2012 15:39
    È vero, Silvia. Questa, possiamo dire, è la storia di un italiano, anzi, questa è la storia, vera, degl'italiani. Condivido, perfettamente, questo tuo scritto. Brava, hai descrito benissimo, direi, che, hai fotografato. Ciao, Silvia, a presto. Matteo.
  • Fabio Mancini il 29/07/2012 20:07
    D'accordissimo! Un sorriso gentile, Fabio.
  • Anonimo il 15/03/2012 18:46
    refuso: "non dovrebbero avere nemmeno l'onore"
  • Marco Briz il 10/02/2012 21:22
    Complimenti per lo spessore applicato in questi versi... veramente un ottima opera.
  • cristiano comelli il 10/02/2012 19:23
    L'Italia è troppo spesso simboleggiata da una politica corrotta e incapace e dall'esistenza di cancri chiamati ndrangheta, camorra e mafia. Ma personalmente ricordo in modo incessante a me stesso che abbiamo dato al mondo delle perle come Dante Alighieri, Leonardo e Giuseppe Verdi. E questo mi fa riscoprire, nonostante tutto, il gusto di essere italiano. Cordialità.
  • Ugo Mastrogiovanni il 10/02/2012 18:24
    Intuizione profonda di un malessere nel malessere. Il rammarico del poeta si articola non solo in uno sprone alla reazione e al risveglio delle coscienze, ma sembra voglia fare dei suoi versi un omaggio alla pigrizia di un popolo.
  • Anonimo il 10/02/2012 18:19
    Mi piace la tua poesia, perchè mette in evidenza quanto spesso siamo noi uomini gli artefici delle sconfitte sociali, della nostra vita!

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