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Sino all'alba

Dal mare dei desideri
notturni
attingo e riempio le mani
di sogni
troppi
si spengono, come vetrine di città
all'avanzare del greve zendado notturno
ma lo sgabuzzino del liutaio resta acceso
deve finire quel violino in legno d'abete, pregiato
per iniziare sul far del giorno
una nuova sinfonia
vitae

 

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3 commenti     2 recensioni    

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2 recensioni:

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  • Raffaele Arena il 20/02/2012 21:47
    all'avanzare del greve zendado notturno
    ma lo sgabuzzino del liutaio resta acceso

    mi piace tantissimo questa parte, e la luce di bottega di colui che per l'indomani deve preparare nuovo strumento per nuova sonorità salvifica!
  • Don Pompeo Mongiello il 14/02/2012 15:11
    Riflessione accorta, che non manca di una certa ironia e finezza, in uno stile superbo.

3 commenti:

  • Anonimo il 13/02/2012 18:32
    intensa e profonda poesia... significative metafore... tutto continua con una nuova sinfonia della vita...
    complimenti Ignazio bellissima
  • Andrea Pezzotta il 12/02/2012 20:50
    enormemente cruda e allo stesso tempo sognante e simbolica, davvero bella
  • loretta margherita citarei il 12/02/2012 20:48
    ottima poesia complimenti amicone

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