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Biglietto scaduto

questo viaggio interminabile
nel vagone dei miei bagagli
con l'angoscia
di un biglietto timbrato più volte

alla sosta in ogni stazione
m'affaccio al finestrino e vedo tanta gente
ma non s'agitano fazzoletti
alla ripartenza
l'indifferenza

guardo sul vetro il mio volto riflesso
nella notte che perdura a oltranza
in cui riaffiora qualsiasi passato

e nel mio stesso viso mutano
veloci come alberi che scorrono
altri centomila volti
di questa mia medaglia

dimenticare ricordare pensare
la stanchezza della paura
che passi il controllore
e finga di non vedere
i mille fori sul mio titolo di viaggio

l'unico desiderio è che cessi
questa notte infinita
e forse prima dell'arrivo previsto
deciderò di scendere

in una stazione che non c'è

 

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12 commenti     4 recensioni    

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4 recensioni:

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  • rosanna gazzaniga il 15/02/2012 12:09
    Intensa e disincantata introspezione: ormai si è consapevoli che non si raggiungerà la meta voluta. Troppi viaggi, stazioni saltate, rimpianti che forse non danno pace. E il tempo passa... Bellissima, complimenti!
  • Auro Lezzi il 15/02/2012 11:33
    Tutto stupendo in questi versi.. Solo che io vedo la vita come un viaggio troppo breve...
  • Teresa Tripodi il 15/02/2012 10:02
    "vagone dei miei bagagli" inteso come unità di essere umano che accodandosi sul binario della vita quasi per inerzia continua a camminare, con la consapevolezza che avrà un nuovo autografo di vita ad ogni esperienza fatta come se fantasma di che scompre al tempo ed alla mente senza lasciare traccia. Ed ecco che "guardo sul vetro il mio volto riflesso" lo scrutare, il domandarsi, il cercare di capire il perchè delle cose successe ed il rovescio di una medaglia truccata, di un gioco atto a far si che tu comunque vada la tua speranza è che passi "la notte" che "infinita" nell'eternità della rassegnata disperazione, ci sarà un traguardo al quale forse non importa più arrivare... il riprendere in mano le sorti il capovolgere stravoldendo tutto e rivolgendo attenzione all'essere umano in prima persona: io decido, io scelgo, io sono l'unico padrone di me stesso... "in una stazione che non c'è"... Profondamente scritta e graffiando il cuore su ogni rigo lascia solo lo spazio per pensare. BRAVISSIMO.
  • Anonimo il 15/02/2012 09:30
    un biglietto scaduto in un viaggio interminabile... con bagagli troppo pesanti da portare, gente sconosciuta forse ricordi che scorrono veloci... ricca di metafore... a volte la voglia di far terminare prima e di scendere in una stazione che non esiste... il treno della vita, ben scritta lirica che porta a profonde riflessioni...

12 commenti:

  • mariateresa morry il 16/02/2012 08:37
    Il senso di questa poesia io lo leggo in maniera diversa da ros, anna, poichè io non penso alla vita come troppi viaggi saltati o rimpianti. Io vedo altro, forse perchè penso al mio modo di vedere la vita ( che non è ovviamente quello di altri).
    Nei tuoi versi io leggo che comunque sia, nel nostro viaggio, noi DOBBIAMO ANDARE, niente ci può trattenere dall'arrivo ad una stazione che magari nemmeno c'è. Il bene e il male incontrati nella vita non possono modificare questo fatto dell'andare esistenziale, c'è una solitudine in noi che è ilnostro faccia a faccia con noi stessi, e con questo il nostro tempo trascorre.
    Molto bella e grazie!
  • loretta margherita citarei il 15/02/2012 20:49
    poesia che rivela tanta amarezza e disillusione, notevole complimenti
  • B. S. il 15/02/2012 20:14
    Un viaggio dentro se stessi, senza sconti, dove si ripercorre il passato e si va verso il futuro senza aspettative con la consapevolezza che si può decidere se arrivare in fondo o scendere prima..
    Ti auguro di poter scegliere sempre, il tuo dove e il tuo quando.
    Un sorriso
  • mauri huis il 15/02/2012 18:26
    Ehi, dico! Oggi poeti da dio, niente da dire e non è una novità, ma mi preoccupi per la stanchezza e la rassegnazione che riveli. Occhio, io quando sono così prendo qualcosa, oppure faccio qualche bella puttanata, tipo amici miei. Pensaci un po' te!
    Bella poesia comunque, eh, niente da dire.
  • Anonimo il 15/02/2012 17:40
    Bella. Angoscioso viaggio alla ricerca di sè stessi e della stazione sognata. Ma dopo il buio della notte arriva sempre la luce, come per il treno dopo il tunnel. ciao
  • Simone Scienza il 15/02/2012 14:16
    riconoscersi nella propria memoria, essere visti ad ogni fermata su di un treno che non fa soste, certi ormai che il fischio che sentiamo chiama una stazione che non c'è, capolinea di bagagli smarriti.
    Bellissaima!!!
  • Gianni Spadavecchia il 15/02/2012 14:00
    Una stazione che non c'è.. infinita demotivazione oramai in questo viaggio che decide le fermate; e con indifferenza rapisce le notti.
  • - Giama - il 15/02/2012 13:17
    guardo sul vetro il mio volto riflesso
    nella notte che perdura a oltranza
    in cui riaffiora qualsiasi passato


    un'immagine di un vissuto spesso condiviso,


    alla sosta in ogni stazione
    m'affaccio al finestrino e vedo tanta gente
    ma non s'agitano fazzoletti
    alla ripartenza
    l'indifferenza

    sublime metafora

    l'unico desiderio è che cessi
    questa notte infinita
    e forse prima dell'arrivo previsto
    deciderò di scendere

    mi riporta mirabilmente al senso della poesia!

    Grande opera!
    complimenti!
  • stella luce il 15/02/2012 13:01
    e forse prima dell'arrivo previsto
    deciderò di scendere
    in una stazione che non c'è
    ... questa è la parte che preferisco questa vita in continuo viaggio...
  • Vilma il 15/02/2012 10:27
    Intensa e dolente riflessione sulla vita, complice la notte con i suoi silenzi assordanti.
    Profonda amarezza, disillusione..."dimenticare pensare ricordare"... a quei mille fori, forse dolori-sbagli fatti e ricevuti... e la stanchezza della paura e la voglia di posare quei bagagli troppo pesanti forse in questo momento.
    Ma la notte passa... e domani è un altro giorno... di questa vita a volte molto dura

    Poesia molto toccante, in alcuni punti quasi drammatica, un'introspezione profonda che denota grande sensibilità ed invita ad una profonda riflessione.
  • Elisabetta Fabrini il 15/02/2012 08:56
    Riflessioni profonde... lascia la voglia di pensare...
    Molto bella, bravo!
  • Amorina Rojo il 15/02/2012 07:37
    ... poesia che utilizza il surreale per evocare invocare inneggiare alla morte come soluzione della malattia del vivere... forte, con messggi diretti ed indiretti... interessante... bacino

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