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A mio padre

Padre, pallido e sfuggente
il viso tuo rivedo
in un sorriso amaro.
Morbide ciglia
bianchi capelli
fragile è la tua immagine
nel mio stanco ricordo.
Ciò che Dio crea, Dio distrugge
la bellezza muore dimenticata
e si riscopre nel rimpianto,
l'inevitabile ignoranza
che ha accompagnato te
e che ora accompagna me
miseramente umani.
Padre, tu uomo
tu pallido fiore di tomba
sei un ricordo inciso nel cuore
sei una lacrima spersa nel mare
tu uomo, tu fiore
tu terra ormai
tu un ricordo, un ricordo e basta.

 

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • salvatore maurici il 21/02/2012 23:12
    L'immagine del proprio genitore si innalza forte come un gigante delle montagne. Per serena occorrono versi potenti per descriverne l'immagine e la sua forza prorompente nel ricordo della figlia. Con il pennello dell'amore filiale la poetessa ne descrive la figura minuta pallido e sfuggente il viso". L'anziano genitore diventa un ricordo ed un simbolo di fedeltà filiale. Molto bella, da rileggere.

5 commenti:

  • laila il 26/02/2012 11:54
    Vorrei ringraziarla x la bella recensione. Saluti
  • Alessia Torres il 16/02/2012 18:53
    Rivive triste e ardente il ricordo di questo padre che sembra averti lasciato un solco non indifferente...
    Versi molto intensi!
  • Alessandro il 16/02/2012 16:07
    Una dedica al genitore, una bellezza e un amore che riaffiorano, beffardamente, nel rimpianto. Molto bella
  • SERENA il 16/02/2012 16:06
    GRAZIE
  • John Barleycorn il 16/02/2012 15:55
    Mi piace molto... miseramente umani... brava

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