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Il cipresso di Sapporo

Correre con tutte le forze oltre una porta e non guardarsi indietro.

cominciare a nuotare,
non importa dove,
non importa come, quando.

Attraversare è trasfigurare dentro leggende e problemi già vissuti,
familiari, arrivare fin dove niente è di nessuno
e poi riemergere dagli occhi.

e Se hai fortuna,
C'è una terra di mezzo in cui i silenzi e i destini si separano
o si ritrovano e puoi finalmente guardarti in pace.

Una libellula sta volando sotto il cipresso di Sapporo
e le rocce dicono che il più delle volte, una goccia d'acqua non fa un fiume.

Forbici,
tagli che fai a strofe di tempo e di te stesso che si separano dal resto
e portano a fibre nuove,
nuove connessioni.

L'oscurità nelle vecchie grotte
è come un grande fluido che avvolge tutto e vuole entrare a tutti i costi.

 

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3 commenti:

  • Emanuele Perrone il 17/02/2012 13:10
    dove le hai viste queste metafore?!?! mi interessa veramente... poi sai questà è poesia per gente semplice non per intellettuali come te...)))
  • A. A. il 17/02/2012 12:43
    Di nuovo, immagini scontate. Metafore già viste e sentite mille volte. E uno stile più prosaico che potetico.
  • Anonimo il 17/02/2012 09:49
    poesia non facile da commentare, secondo me e' un'opera vera e propria sia nella sua originalità sia nel linguaggio di descrizione di tanet similitudini... che dire, molto bravo

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