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Quei fiori appassiti dentro di me

Potevo sentire la muffa
impadronirsi di me,
in qui pomeriggi
vuoti e secchi.

Le ultime notti
le avevo passate
e ingordamente riempite
in un bicchiere,
mescolate al vino.

Svuotavo e riempivo
Riempivo e svuotavo

E alla fine
mi sentivo proprio
come quel bicchiere,
che ancora giace
sul tavolo
del mio appartamento.

Il sole è di nuovo tramontato
sopra il mio tetto.

Il tempo
nient'altro è divenuto
che un cestino,
colmo di foglio stropicciati.

Ho nel cuore
un macchina da scrivere
che più non batte

e quei fiori dentro di me
appassiscono ogni giorni di più
violentandomi la mia semplice
voglia d'essere,

fino a non farmi più sentire niente,
che è la mia paura più grande.

 

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Raffaele Arena il 20/02/2012 23:02
    Non sarà che la pioggia e il freddo ti stanno attaccando brina sul naso? A parte le battute. Grande esperessività, drammatico il finale, ma la crescita della tua capacità compositiva continua al galoppo. E chiamale pure poesie!

5 commenti:

  • Anonimo il 23/03/2012 16:47
    Bravo Stefano, questo è riuscire a esprimere il disagio di un giovane disappartenente.. Sei BRAVO!
  • STEFANO ROSSI il 24/02/2012 10:52
    grazie mille ragazzi i vistri commenti mi fanno tantooo piacere
  • Elisabetta Fabrini il 23/02/2012 21:24
    Un bel viaggio dentro la tua anima...
    bellissima!!
  • Anonimo il 21/02/2012 19:26
    e quei fiori dentro di me
    appassisconovogni giorno di più (...)
    fino a non farmi più sentire niente,
    che è la mia paura più grande.

    nei tuoi composimenti si sente sempre che qualcosa manca e questo rende tutto drammatico. Bravo Stè!

  • STEFANO ROSSI il 21/02/2012 16:42
    grazie mille raffa...

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