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La Dea Maestra

Parlavano di un Dio
che mi avrebbe aiutato,
non lo ha mai fatto;

Mi videro sola,
dolorante,
aspettavo la mia maestra,

Dicevano che le ferite si
sarebbero chiuse col tempo:
dalla mia anima cola sangue;

Andai a rovinarmi il viso
con delle spine,
quale importanza aveva?

Parlavano di un ciel sereno,
della gente, d'un mondo,
dei sorrisi, e poi ancora della gente...

Mi videro sola,
triste,
aspettavo la mia maestra,

Diceva il mondo,
che ogni male d'altro uomo,
era peggio del tuo male!

Ma quale male è più
dolorante della tristezza che
si prova sentendo una bugia?!

Quali sorrisi avevo
incontrato osservando
i volti di coloro che

non erano l'uno più triste
dell'altro,
ma tristi alla stessa maniera?

Infelici d'un universo
che si fa male con le stesse mani,
che inventa e smentisce

solo per poter alzare la voce.
''Uomini, non siete liberi''
Gridava la coscienza!

Schiavi di noi stessi,
schiavi, forse,

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5 commenti     4 recensioni    

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4 recensioni:

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  • Ettore Vita il 21/02/2012 22:24
    Molto interessante. Anche bella.
    Siamo sempre in attesa di un Salvatore che ci curi le ferite (ma chi permette di cadere?); siamo in attesa di un maestro per...
    E ci sono tanti consolatori, anche con bugie... anche la psicologia si poggia sull'inganno. Quando partecipavo ai corsi di formazione ci istruivano su come motivare... e non sempre si faceva leva sul razionale.
    Ma questo dipende dal fatto che siamo tutti dei bambini e che vogliamo che si parli al nostro IO Bambino. Abbiamo bisogno di carezze consolatorie.
    Io credo che deve prevalere l'IO Adulto, razionale. Sotto questo profilo si cammina camminando, si impara a vivere vivendo ed ogni esperienza è unica e irrepetibile. Non ci possono essere maestri. Bravissima Giulia.
  • cristiano comelli il 21/02/2012 19:13
    Leggo malessere nelle sue parole e di questo mi dispiaccio. Ma ci leggo anche la capacità, il desiderio di guardarlo in faccia per dargli un nome preciso e per mettersi in ricerca di una costante rinascita. Quanto a Dio, io credo che in qualche modo ci cerchi sempre e che cerchi sempre di aprirci la porta del cuore per farci comprendere che non siamo soli. E, prima di tutto su me stesso, mi domando: è lui che non ci sente o siamo noi che non lo ascoltiamo? Cordialità.
  • patrizia chini il 21/02/2012 14:42
    è una poesia-fiume... il dolore, il mal nascosto trabocca dal cuore e non contenuto si riversa in un mare dove il naufragio dell'anima è evidente. Si sviluppa intorno all'attesa della Dea
    maestra... di un qualcosa o qualcuno che sia in grado di aiutarla prima che si troppo tardi. È semplice nel lessico e la lettura scorrevole e coinvolgente, ma rivedrei "non si hanno aperto gli occhi" ...?
  • Anonimo il 21/02/2012 11:12
    Giulia fa scrive una carrellata di riflessioni sulla vita usando immagini veramente efficaci. Aulica nella sua semplicità di linguaggio. Semplicità come traguardo di percorsi di studio e di autoanalisi veramente da ammirare. Soggetto poetico, quello dell'infelicità umana data dalla disillusione che ci infliggono le beffe delle persone bugiarde e pressapochiste, non semplice da scrivere in modo così scorrevole e senza cadere in termini pesanti. Bellissima.

5 commenti:

  • mariateresa morry il 22/02/2012 20:23
    Difficile commentare una poesia nel cui contenuto non ci si riconosce o che non tocca in noi corde di adesione... la mia non è una critica, perchè il testo è scritto molto bene... sarà forse perchè nella mia vita non ho mai cercato maestri e da quelli che ho casualmente incontrato mi sono sempre molto velocemente allontanata. Però il testo ha una sua capace efficacia, lo ribadisco.
  • Salvatore Maucieri il 21/02/2012 19:26
    Fà molto riflettere questa tua opera. Mirabilmente scritta. Complimenti. Ciaoooooooooooooooooooooooooooooooooo
  • patrizia chini il 21/02/2012 17:55
    grazie ora capisco... di nuovo complimenti
  • loretta margherita citarei il 21/02/2012 17:43
    un profondo testo molto apprezzata
  • Giulia il 21/02/2012 17:42
    ancora non abbiamo aperto gli occhi.. grazie comunque ad entrambe per la recensione

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