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Riflesso introverso

Ignoto navigare tra tortuosi retroscena.
Opachi sensi peccano di esperienza
zoppicando incerti.
Dal basso dei miei più umani sentimenti
riscopro la necessità di non voler più tutelare la mia diversità,
di voler somigliare a chi non si lascia suggestionare dalla purezza
della pioggia che cade, di sentir quasi l'esigenza
d'essere un'anima ignorante che si disperde
tra corpi privi d'occhi e passi nati certi
che affondano nell'orma scavata d'altrui piedi.
bramo la nettezza del confine,
la rigidità della nota che perde armonia
se non adagiata sulla linea
continua del suo pentagramma,
L'abbandono di questa mia fragilità
che conta, di giorno in giorno la sua dura sofferenza.

 

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Andrea Pezzotta il 22/02/2012 19:53
    estremamente bella e simbolica, definirla introspettiva è dir poco.. apprezzata e vissuta, complimenti

5 commenti:

  • vittorio luciano banda il 03/05/2012 18:28
    RIFLESSO

    Seguito a guardarti nello specchio mentre sei riflesso
    e mi chiedo sempre se tu sia o no veramente me stesso.
    Il tuo aspetto ridente, sardonico e molto compiaciuto,
    come di chi è felice ed esultante per avermi posseduto.
    Invano ho cercato e ricercato di udire da te una parola,
    una, una soltanto , il bisbiglio di una parola sola,
    che avesse il candido sapore della nuda e pura verità,
    ma il tuo silenzio continuo mai di certo la pronuncerà.
    Non lo dici, ma lo pensi che dovrei essere soltanto io
    a pronunciarla forte e chiara con l'aiuto del buon Dio.
    Ma, per me è difficile, lo sai davvero, il poterlo fare,
    mi sforzo inutilmente e nel farlo comincio a balbettare.
    Penso, che abbiamo sbagliato, quasi tutto, nella vita,
    i sogni, le aspirazioni e la nostra gioventù sfiorita.
    Mentre lo penso vedo che il tuo viso diventa accigliato
    e mi chiedo se anche tu necessiti di essere consolato.
    Il bilancio di una vita non può chiudersi in uno sguardo,
    meriterebbe, dal ricordo, di essere fatto con più riguardo.
    Quanti millantatori, vili e bugiardi abbiamo incontrato
    Che in tanti giorni della nostra vita ci hanno contristato.
    I veri uomini sono stati pochi nella nostra esistenza
    ed il loro ricordo è vivo e nitido nella nostra coscienza.
    Pensarli e ricordarli ci provoca la pace ed un sorriso
    e ci sembra di abitare con loro in un dolce paradiso.
    Al loro ricordo anche il tuo volto triste si rasserena
    e dico, almeno in questo, siamo in assonanza piena!
  • Aedo il 14/03/2012 23:52
    La fragilità esistenziale, il desiderio di voler affrontare viaggi introspettivi impossibili, per conoscersi nell'essenza, sono aspetti fondamentali del tuo meraviglioso mondo poetico. Mi hai trasmesso forti emozioni!
  • Anonimo il 12/03/2012 20:39
    bella, molto bella... scritta benissimo brava teresa...
  • Virginio Giovagnoli il 01/03/2012 16:55
    Anche se lontana dal mio modo di scrivere mi è piaciuta moltissimo.
    Brava.
  • mauri huis il 29/02/2012 22:20
    Mi sembra eccezzionale questa tua, descrittiva di uno stato d'animo "in regress" che a volte fa sentire il suo fascino. Scritta molto bene. Complimenti sinceri!

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