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Le maschere rotte

Le foglie dei potos già marciscono nei vasi
e i passi si perdono nella caverna della notte.
Nell'angolo si sfaldano le maschere rotte
di contorte, vitali, passate stagioni: quasi
ancora ne odo il il sussurro e sembrano vive
Oh, si! Lo so, Lo so
che i gatti miagolano e si fottono di notte
che ancora, nei letti, i ragazzi si masturbano
sognando succulente, irraggiungibili potte
che questo mondo ancora gira in tondo
e che, d'altronde, le ragazze non sono marmotte
Oh, si! Lo so! Ma
nel buio, per terra, nell'angolo, vuote,
inutili cone vecchi abiti logori e smessi,
patetiche occhieggiano le maschere rotte.
E non le butto, non ne faccio un fagotto,
son mie, mi spiace disfarmene, son vive!

 

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1 commenti:

  • Anonimo il 27/02/2012 12:56
    Le tue poesie sono Vere, prive d'immagini retoriche e soliti luoghi comuni. Molto bella la chiusa. ciao

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