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Nella speranza che s'incrini quella pietra

Si spezzano i fili
che tengono insieme i ricordi,
i nomi ti sfuggono
ed anche le parole più semplici
di te si dimenticano.

Fra le labbra
linea tremante e tesa,
trattieni un alito di vita,
nella gelida morsa
di questa statua di pietra.

Senti...
Guardi...
Piangi...
e come un bambino
ingoi perle di zucchero,
sfere argentee,
nell'illusione di poterti liberare
da questo corpo,
come serpente che cambia pelle,
nella speranza
di poter vedere di nuovo il giardino
dall'altra parte della strada,
nella speranza
che s'incrini questa pietra
che t'imprigiona.

 

l'autore Vilma ha riportato queste note sull'opera

dedicata a mio padre... impossibilitato a muovere metà del suo corpo colpito da ictus ormai da tempo


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0 recensioni:

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17 commenti:

  • Anonimo il 25/05/2013 21:32
    Non è dedicata soltanto a tuo padre, Vilma, ma a tutti i padri che furono, che sono e che diventeranno.
    Questa poesia è il riconoscimento più sincero di un esistente inscindibile legame di sangue. La posso solo aggiungere tra le preferite, magra consolazione per essa stessa.
  • mauri huis il 29/02/2012 07:15
    Non avevo mai pensato a un'infermità in questo modo, ed è un modo efficacissimo di renderla, molto amorevole ed affettuoso. Un abbraccio a te e un augurio al tuo babbo.
  • Anonimo il 28/02/2012 19:34
    Non m'importa se mi definiranno banale per il commento: non ho parole e la metto nei preferiti con un abbraccio.
  • rosanna gazzaniga il 28/02/2012 19:25
    In questa toccante poesia, vibra intenso l'amaro ruolo di spettatore! Si condivide la speranza e l'impotenza, e l'emozione crea versi pieni di amore! Bella e struggente!
  • mariateresa morry il 28/02/2012 14:53
    Non posso dire che bella Vilma, leggendo la dedica di questa poesia... di certo era meglio nn ci fosse stata per te la ragione per scriverla. In questo modo però hai fatto di tuo padre e del tuo struggente sentimento un ìmmagine poetica e ciò ai miei occhi supera la malattia stessa. Il secondo verso mi ha commosso molto... mi sembra quasi di vederle le labbra del tuo babbo... Tanti auguri affettuosi a lui e a te, di cuore!!
  • denny red. il 27/02/2012 23:51
    Quando ti leggo.. rimango sempre li.. fermo, perdondo ogni parola.. È molto Bella!! Dirti che.. non serve, Sei Bravissima!!!

  • loretta margherita citarei il 27/02/2012 19:24
    molto bella wilma, complimenti
  • Gianni Spadavecchia il 27/02/2012 15:45
    Brutto sapere il motivo di questa tua opera espressa in modo divino..
  • aleph il 27/02/2012 14:05
    comprendo l'impotenza di fronte alla malattia, soprattutto poi se riguarda un affetto così caro, bei versi
  • - Giama - il 27/02/2012 13:56
    molto vera, la grandezza di questa poesia sta nel fatto che hai saputo interpretare il sentire e lo hai reso il tuo sentire... la grandezza di un poeta!
    Complimenti per la poesia e un abbraccio per il resto!
    Ciao ciao
  • Silvia De Angelis il 27/02/2012 13:31
    Bellissime immagini dell'anima, gettata in un tormento di sensazioni tristissime, che è difficile cancellare dalla propria coscienza... versi di particolare intensità, assai apprezzati
  • Alessandro il 27/02/2012 12:54
    Combattere un duro stato fisico e mentale, aggrappato alla speranza. Complimenti
  • silvia ragazzoni il 27/02/2012 12:45
    Vilma molto commovente... come dice Mauro.. molto speciale questa tua poesia.. un abbraccio a te e al tuo papà!
  • Ada Piras il 27/02/2012 10:54
    Dedica sentita... un saluto speciale ad entrambi..
  • karen tognini il 27/02/2012 10:27
    struggente.. scritta con le lacrime del tuo cuore... un abbraccio a tuo papa' !!!
  • Anonimo il 27/02/2012 10:02
    capisco il tuo vivere in questo... hai descritto in modo unico la sensazione che si prova in quei contesti... e in questo l'impossibilità di fare qualcosa se non accettarne l'inevitabilità.
    Speciale questa poesia, speciali i sentimenti che l'hanno fatta vivere.
  • gina il 27/02/2012 09:41
    Che dire, commovente!!

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