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Requiem

della poesia che muore
ne sono fiero
pietoso l'assassino

versi lenti e strofe chiuse

"brividi su pelle" alla rinfusa
che vanno e vengono
"restando immobili
nel vento che soffi'adagio"

mattine sere notti
di pioggia o di sereno
e "aurore di pensieri"

nelle grafiche attinte
- passaggi promozionali -
"scivolano tramonti
su campi innevati d'assenza"

pettinati eroi lodarono
- lodandosi -
il proprio muto e riflesso
io decadente
"d'un settembre natìo"

povera poesia
che male fece
per meritar triste
morir così di noia?

 

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2 recensioni:

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  • Don Pompeo Mongiello il 27/02/2012 12:25
    Una poesia che sa dà brividi e passione, amore ed emozioni, mai non muore, ma un hit diventa col tempo. Complimenti!
  • roberto caterina il 27/02/2012 10:35
    Giusta riflessione: che male fece la poesia per morire di noia.. ma sta a noi rivolgersi a lei con rispetto, non come una discarica in cui riversare di tutto e di più.. La poesia non è mai uno specchio, ma uno strumento per conoscere se stessi e il mondo...

17 commenti:

  • vincent corbo il 08/05/2012 10:46
    Forse la poesia, quella vera, dovrebbe andare oltre il linguaggio alla ricerca di qualcosa di universale che è dentro di noi e nella natura. Usare le parole, la propria lingua, ma arrivare al nuovo. Un nuovo che esiste già ma che non è stato scoperto. Come succede con la matematica e con i numeri.
  • Anonimo il 27/02/2012 16:49
    In effetti, le critiche dovrebbero aiutarci a farci crescere. Ma chi critica i nostri scritti se ne intende veramente di poesia? Se la critica è una mera espressione soggettiva, spesso dettata da giudizi molto personali, non supportata da una vera preparazione e conoscenza della materia, corre il rischio di essere solo distruttiva e non costruttiva. Dunque, come dice Salvatore, se ciò che scriviamo trasmette un'emozione ed un contenuto possiamo dire di aver raggiunto un piccolo traguardo. ciao a tutti
  • Ada Piras il 27/02/2012 16:33
    È come un 'abito dove c'è la forma la sostanza l'effetto..
    Ognuno indossa l'abito che vuole.. che piaccia o no.. di moda
    o no.. l'importante è che esprima se stesso.. la sua natura.. scusate se mi sono permessa..
  • Anonimo il 27/02/2012 16:18
    Chi è relamente in grado di definire che cos'è la poesia? Se esiste, ben per lui. Personalmente, non essendo e non definendomi né un poeta, né un critico letterario, apprezzo quelle opere che mi suscitano emozioni, che mi fanno riflettere e da cui traspare un contenuto.
    La poesia è però, secondo il mio sentire, un mezzo che dovrebbe avvicinare le persone ed educarle al rispetto reciproco. Al di là di questo, parlo sempre per me, la poesia se pur bella è qualcosa di freddo che non trasmette alcunché.
    La tua poesia posso non condividerla, fino in fondo, ma l'apprezzo e rispetto l'impegno e il pensiero di chi l'ha scritta.
    Cordialità!
  • mariateresa morry il 27/02/2012 16:15
    Colgo al volo la frase di MIrtylla riferita a poeti contemporanei: ".. qualunque tema trattino hanno saputo ricavarne poesia suscitando interesse ed ammirazione"... questo è il nodo della questione e nessun'altro. Originalità e capacità di linguaggio che sappia arrivare al cuore... Accettiamo quindi senza suscettibilità le critiche che servono a farci crescere.. Io la penso così...
  • mirtylla il 27/02/2012 15:50
    Effettivamente... proprio stamattina leggendo Tedaldi, Alamanni, Stampa e altri dell'epoca, mi sono chiesta, ma noi siamo poeti? Nei loro versi si legge uno struggimento che viene dall'anima che coinvolge alla prima lettura, e qualunque tema trattino hanno saputo ricavarne poesia suscitando interesse e ammirazione...
    Chissà cosa penserebbero, leggendo le poesie dei nostri giorni... (specialmente le mie...)
  • Anonimo il 27/02/2012 15:13
    Brava Maria Teresa. Le parole di Ungaretti definiscono pienamente ciò che io penso della poesia. Grazie per questa citazione. ciao
  • - Giama - il 27/02/2012 14:52
    quando ascolto o suono qualche pezzo mi colpisce sempre un giro armonico: Do - La minore - Fa - Sol settima (quello di Stand by me, per intenderci); la melodia è sempre diversa, originale o banale, ma in tutti i casi mi piace.
    Così è per me la poesia, un giro armonico piacevole sopra il quale parole e versi si compongono a piacimento...

    ad ogni modo, la tua poesia mi piace molto!

    ciao ciao
  • mariateresa morry il 27/02/2012 14:29
    Il concetto dell' " originalità " è l'argomento attorno al quale dovremmo interrogarci. Il male mortale della poesia è nella sua mancanza di originalità.
    Per il resto metto qui una bellissima frase di Ungaretti, sulla quale credo si possa concordare: "Non so se la poesia possa definirsi. Credo e professo che sia indefinibile, e che essa si manifesti nel momento della nostra espressione, nel quale le cose che ci stanno più a cuore, che ci hanno agitato e tormentato di più nei nostri pensieri, che più a fondo appartengono alla ragione stessa della nostra vita, ci appaiono nella loro più umana verità; ma in una vibrazione che sembra quasi oltrepassare la forza dell'uomo, e non possa mai essere né conquista di tradizioni né di studio, sebbene dell'una e dell'altro sia sostanzialmente chiamata a nutrirsi".
  • Silvia De Angelis il 27/02/2012 13:34
    Immedesimarsi quasi nella poesia, avvertendone i lati più reconditi... che spesso fanno riflettere a fondo...
    Poetare apprzzato
  • silvia ragazzoni il 27/02/2012 13:04
    Della poesia che muore
    ne sono fiero
    pietoso l'assassino... mi piace!
  • Alessandro il 27/02/2012 13:00
    Decadenza e dolore della poesia. Noi dobbiamo essere i suoi salvatori. Davvero ottima
  • Anonimo il 27/02/2012 12:23
    È vero, Maria Teresa la poesia è introspezione. Quando ho parlato di semplicità ed innocenza intendevo dire un'altra cosa: rivolgersi al mondo intorno a noi senza preconcetti e prevenzioni di alcun genere. ciao
  • mariateresa morry il 27/02/2012 11:53
    Quello che intende Senza, in questi versi è abbastanza chiaro e il commento di Roberto fa da anello di chiusura. La poesia, comunque praticata, in ogni sua forma, non è una " discarica ", ma una introspezione. l'uomo non è mai stato nè semplice nè ingenuo nè innocente ( tranne che in brevissime fasi della sua vita) e pertanto la poesia può servire come strumento di analisi di noi stessi, del mondo e dei nostri sentimenti, tutti... chi vuole provarci cerchi di farlo al meglio delle sue forze. L'arte non è mai banale, per chiunque cerchi di esprimerla.
  • Anonimo il 27/02/2012 11:42
    Bella riflessione. Sono convinta che viviamo in un'epoca priva di poesia e di ogni forma di arte in genere. Siamo tutti, o quasi, presi dal nostro ego e dal desiderio frustrante di affermare noi stessi nello sforzo di riuscire ad essere protagonisti, cercando di prevaricare gli altri. Si è persa la semplicità, l'ingenuità e l'innocenza; ecco perchè, a mio parere, la poesia pura non esiste più. Troppe contorsioni cervellotiche, troppo ermetismo scontato per camuffare la bellezza della trasparenza, troppe metafore che si traducono in eterne lamentele melense, troppi virtuosismi che si aggrovigliano su sè stessi in una spirale contorta che vuole solo impressionare il lettore. E allora che fare? Basta semplicemente pensare che la poesia sta dentro di noi, ma non tutti riusciamo ad esternarla come più piace agli altri che ci definiscono più o meno "poeti". Scriviamo solo per diletto e per una nostra intrinseca necessità e questo basta. Gli altri sono liberi di leggerci o di passare oltre, perchè, forse un giorno, di noi "poeti" non rimarrà neanche il ricordo. Ciao
  • Ivano Boceda il 27/02/2012 10:41
    "brividi su pelle", "restando immobili nel vento che soffi'adagio",
    "aurore di pensieri", etc.: come non sorridere di questo minuscolo ma cattiverrimo catalogo di piccole banalità poetiche. Avrei solo terminato con i versi "io decadente d'un settembre natìo", tralasciando il pistolotto finale che, per un lettore attento risulta inutile.
  • Ada Piras il 27/02/2012 10:32
    Se nella poesia c'è il tutto ci può stare anche un po' di noia... ma non da morirne.. anzi tu qui, nonostante il titolo
    la tieni in vita benissimo.. Bravo.

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