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Primavera araba

Arida terra ove gettaste polvere
alla polvere di anime perse,
lapidi scrostate dal vento di tempesta,
mille buchi a trafigger lo passato
d'anime tuoi figli.

Deserto nei cuori muliebri,
anime di fanciulli orfani
di una guerra mai finita,
schiere di volti senza espressione
vagano tra fantasmi di paura e odio.

Un odio senza senso a ripudiar
se stessi e l'altro mondo,
mani ancor caste portate ad altrui,
togliendo soffi di vita rimasta,
denti aguzzi per mordere pietre.

Urla lontane di madri senza più lagrime
a pianger li figli ormai dati alla polvere,
in ginocchio a voler chiedere grazia
per si grande strazio, dintorno e nei
villaggi palme isolate in oasi profonde.

Arida terra ove muore anche l'ultima
gemma vitale, ove cessa il palpito,
ove l'ultimo alito di vita la madre strada,
tra corpi e tra mattoni di tremanti case
ove schiere d'uomini forse liberi ora

ma prigionieri dentro, corrono incontro al sole,
alla luce di una rinascita,
di una nuova primavera.
Arida terra nessun di loro ti scorderà,
troveranno le forze per portarti nel cuore.
Madre va!

 

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2 commenti:

  • Vincenzo Capitanucci il 27/02/2012 11:06
    una terra devastata... resa deserto... fra speculazioni di petrolio e odi religiosi..

    Bellissima Maurizio... Madre va..è riportaci la pace... di un cuore sereno...
  • Anonimo il 27/02/2012 10:52
    Bella, colma di vita e di segreta malinconia, come lo è la terra araba. ciao

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