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Primavera arriva in città

Strano effetto questo,
forse di primavera
che arriva in città
e non vede dove posarsi
né alitare zefiri di polline.
Solleva le ricche gonne
tra le gambe acerbe
e ne fa nembi filanti
quelli che Tiepolo inneggia
sopra le pale degli altari.
Sbadata scompone fogli di giornale
E ruzzola grovigli di rami
agli incroci.
Vorrebbe un giardino
giusto per entrare
coi nudi talloni
così al suo calpestìo
il seme germinasse.
Non è malevola
Primavera, ma contrariata
impenna un brusco vento
che subito incespica
in gocciole nuove.

Dissétati a questa pioggia inattesa
e mostra la tua bocca scarlatta.

 

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2 recensioni:

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  • Raffaele Arena il 28/02/2012 21:06
    Mariateresa esprime in questa sua lirica una fotografia, del desiderio che ognuno di noi ha, di tempo meno freddo, sia del cuore che climatico, ma più amorevole. E lei, persona intelligente e di grande sensibilità , dimostra tutto il suo cuore, anche nella bellissima chiusa!
  • cristiano comelli il 28/02/2012 20:28
    Poesia di grande delicatezza, brava come sempre. Nella primavera che non ha dove posarsi perchè non vedere quella primavera che attende un nostro segnale per poter rinvenire un suo nido? Non un nido dove rilassarsi, ma un nido da cui poter spiccare il volo sicura che, alla fine di ogni suo viaggio, troverà noi a donarle tepore. Vedo belle immagini come quella dei nembi filanti; già fare uscire le nuvole dalla genericità della loro definizione declinandola in quella di nembi è un altro passaggio notevole. Nella primavera che scompone fogli di giornale ci leggerei volentieri una primavera che ci invita a fare, almeno per un istante, piazza pulita della nostra cultura sovrastrutturale per farci ascoltare quella, semplice e immediata, che promana dalla natura. Lei parla giustamente anche di una primavera contrariata, ed è, mi pare di poter dire, quella che ci sorprende a esserle indifferenti senza che riusciamo a coglierne le suggestioni che ci fanno diventare volo in lei. Perchè alla primavera, dicevo sopra, offriamo un nido ma poi lei non vuole volare da sola; per gratitudine a chi tale nido le ha donato, lo invita a volare con essa. Ed è qui che si comincia a esplorare tutto il fascino dell'esistere, scoprendo che nulla è scontato e che anche quanto abbiamo già visto mille volte in mille altri voli ha sempre qualcosa di nuovo da comunicare. Mi sono dilungato oltremodo, me ne scuso ma lo ritenevo doveroso perchè la poesia si presta a molte suggestioni. Cordialità e complimenti.

13 commenti:

  • mauri huis il 29/02/2012 14:36
    Per la miseria! Mi sono incantato un attimo e non è rimasto più niente da scrivere, tranne forse che la signora Mariateresa ha sfornato una lirica primaverile frizzante e variegata come non capitava da tempo. Vi si sente la spontaneità e la raffinatezza che le sono solite insieme alla "nuvolosità" del suo carattere, che impenna come il vento che lei descrive e subito incespica in gocciole nuove. E altrettanto in fretta si rasserena. Certo abitare a Venezia è un bel vantaggio, amica mia!
  • Anonimo il 28/02/2012 23:03
    Avrei voluto avere la bravura del sig. Comelli e della maggior parte di coloro che ti hanno commentata ma... so dirti solo che la "tua" Primavera non poteva che essere così "speciale" e che mi piace moltissimo. Primavera che non getta dal suo cesto fiori ma gira scalza e dispettosa in città, perché non se ne va solo per prati ma anche fra vie a scompigliare gonne-nuvole...
  • Giuseppe Amato il 28/02/2012 22:20
    Difficile aggiungere alla positività dei commenti. Aggiungo il mio:
    Spesso la primavera è imbronciata e rivela la sua scapestratezza che si coglie nei nembi chiaro scuri lontani e negli aliti ventosi vicini, dispettosi.
    Rabbiosi nelle strade venete, aperte ai venti, unico luogo ove grovigli di rami possono ruzzolare.
    Vuole un rifugio per essere se stessa ed è bizzosa come un pianto isterico infantile. Ma ecco il senso della crescita repentina da scugnizza a procace. Hai ricamato a punto fine tante belle sensazioni con immediatezza di sentire. Complimenti.
  • loretta margherita citarei il 28/02/2012 16:50
    ottima poesia tra i preferiti brava m. teresa
  • Gianni Spadavecchia il 28/02/2012 14:52
    Mariateresa con te anche una semplice emozione si trasforma in un viaggio di felicità. Sensazioni stupende quelle che susciti in ogni poesia
  • Anonimo il 28/02/2012 13:46
    ricercata, forbita, ma allo stesso tempo naturale(al contrario di come la vede Karen)..
    poesia di qualità.. complimenti.. ciaoo
  • Anonimo il 28/02/2012 13:40
    È proprio così la Primavera: danza, ride, s'impenna al primo vento improvviso e si posa in pioggia leggera sui nostri visi, per poi far di nuovo tornare il sole. Primavera, una giovane donna dalla bocca scarlatta, col capo ornato di viole, che volteggia nel sole. ciao
  • Ugo Mastrogiovanni il 28/02/2012 13:09
    È un piacere leggere quest'autore che mi fa uno "Strano effetto", come la sua primavera che arriva in città! Alla preziosità di quel "non vede dove posarsi" segue l'odore di giovani donzelle precoci di cui non so se la Morri palude al dolce acerbo dell'immaturo o alla giovinezza che fugge più veloce di lei. Indubbiamente ne rimane incantata altrimenti non le accosterebbe a quel del Tiepolo, che lei ben conosce date le tante opere che ospita la sua Venezia.
    Mi fa venire a mente la copia de "La Verità svelata dal Tempo" in palazzo Chigi che, a salvaguardia del pudico sguardo delle giovani deputate, si pensò di farne velare il seno!
    Ritorna la goccia in questi versi "in gocciole nuove" e torna il gusto di conoscere il vero significato della poesia si Morry. Gocce d'acqua, d'acqua detergente, disinfettante, veicolo di aromi che confondono i sensi? E perché i due ultimi versi "Dissetati a questa pioggia inattesa e mostra la tua bocca scarlatta.", per altro distanziati, come se volesse esser un messaggio criptato? No comment! Limitiamoci a confermare la lindezza dello stile, anche se asciutto e deciso.
  • Anonimo il 28/02/2012 11:19
    una primavera sofferente, che non si può esprimere come vorrebbe chiusa in angoli di palazzi e strade polverose... ed è per questo scompiglia pagine di giornali a suo piacimento, sollevando dispettosa ricche gonne per scoprire gambe acerbe...
    un caro saluto...
  • vincent corbo il 28/02/2012 11:09
    Un'immagine plastica e dinamica dell'amata e temuta (allergie) primavera.
  • mariateresa morry il 28/02/2012 09:52
    comunque se per naturalezza si intende spontaneità, preciso che ho impiegato circa un quarto d'ora per redigere questo testo, il che dimostra che la elaborazione, insita in tutti i testi, varia da soggetto a soggetto ed è conforme alla naturale predisposizione mentale di ciascuno.
  • mariateresa morry il 28/02/2012 09:40
    hai ragione karen, infatti è una recherche alla rimbaud, ma a me piace ogni tanto misurarmi con altre forme... il tuo giudizio mi è gradito, è una questione di gusto estetico... bacio
  • karen tognini il 28/02/2012 09:26
    Bella Maria teresa.. ma è troppo elaborata per i miei gusti...
    non c'è naturalezza!!!...è solo il mio umile giudizio...

    Comunque brava...

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