username: password: dati dimenticati?   |   crea nuovo account

Samurai

Un giorno in un prato di ciliegi
incontrai un samurai
uscì la sua katana
trafisse il mio petto.

Un leggero vento soffiava
i petali iniziarono a volare e gridare
ero felice
sfiorandomi il viso mi davano
amore, gioia, speranza, vita.

Parevo come protetta dal loro cadere
vivevo in una nuvola rosa
stavo bene.
Un grido però mi fece svegliare
dovetti voltarmi per forza a guardare.

Il mio samurai spargeva sangue
ferendo e uccidendo chiunque incontrassi
urla e terrore la mia gioia aveva seminato
vivendo nel mio limbo di nulla mi ero accorta.

Fermai la spada chiedendo perdono
ed il campo di ciliegi si iniziò a seccare
più chiedevo clemenza e pietà
più vedevo risorgere i corpi in amore e serenità
più l'orizzonte diventava lontano
più il samurai piangeva e tremava.

In ginocchio entrambi sotto i secchi ciliegi
i visi si guardavano
le mani si stringevano
cademmo insieme in un grande oblio
dove niente e nessuno poteva entrare
dove a nessuno potevo far male.

Mi donò un frutto per potere dimenticare
chiusi gli occhi e smisi di vedere
sentivo soltanto che ora
per loro vi era gioia vera.

Un giorno in un prato di ciliegi
trovarono un frutto marcito
accanto una donna addormentata
nessuno però l'ha mai toccata.

 

l'autore stella luce ha riportato queste note sull'opera

i sogni alle volte ci parlano... oggi ho capito cosa significava questo strano mio sogno.


4
6 commenti     1 recensioni    

un altro testo di questo autore   un'altro testo casuale

1 recensioni:

  • Per poter lasciare un commento devi essere un utente registrato.
    Effettua il login o registrati
  • senzamaninbicicletta il 04/03/2012 18:33
    è un'ottima fiaba in stesura poetica, anche la presenza d'un samurai, del giardino di ciliegi racconta storie di stampo orientale. Belle e terribili le immagini che si susseguono nella narrazione fino alla chiusa che definirei invece la morale della storia, la conclusione della fiaba. Molto bella, io al tuo posto ne farei una novella. Bravissima

6 commenti:

  • mauri huis il 04/04/2012 19:16
    Molto bello il testo, un po' meno il sogno. Se ora ti si è chiarito il senso meglio. Arrivederci Stella.
  • giuliano cimino il 03/03/2012 15:41
    Quella donna intensa e profonda bambina e matura sei tu mia cara Stella, che con un sogno hai scritto questa meraviglia.. come sempre sublime!
  • - Giama - il 01/03/2012 22:38
    una poesia che utilizza metafore originali e suggestive; un sogno o una trasposizione della realtà nel sogno e viceversa, dove al centro è l'amore nel bene e nel male, con ciò che dona e ciò che toglie...
    e il resto lo sai già
    un abbraccio e complimenti per la splendida poesia
  • loretta margherita citarei il 01/03/2012 19:29
    molto originale brava piaciutissima
  • Teresa Tripodi il 01/03/2012 16:18
    che sia un sogno ho un icubo il tuo... cavolino che racconto... lascia marcire quel frutto e che diventi concime per i ciliegi... la donna dormiva solo perchè voleva la primavera... l'inverno per stagione deve andare via e dare spazio a nuovi profumi... forza Stella quella serve una scrollata
  • Gianni Spadavecchia il 01/03/2012 14:50
    Emozioni forti. Chiusa Pazzesca ma la poesia fantastica così. Sogno interessante.

Licenza Creative Commons
Opera pubblicata sotto una licenza Creative Commons 3.0