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Quannu Bologna sposa Napule

Bruttu ma nun troppu
chillu era,
ma na voce
accussì argentata e fine
nun l'ho
sintita mai;
'e guaione
a chella voce
li capilli
se strazzavanu,
in visibiliu
ievano
racchie, bone
e gran signore.
A lu strimpellar
e o mandulinu,
ca ricurda
Caruso e Carosone,
seppur cu lu pianuforte;
anco lu core miu
a ciente all'ora
vatteva e vatte ancora.

 

l'autore Don Pompeo Mongiello ha riportato queste note sull'opera

Chiedo scusa al lettore, ma lo sciocco da me subito per l'improvvisa scomparsa del grandissimo Lucio, non mi porta a pensare ad altro.


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1 commenti:

  • laila il 07/03/2012 13:59
    W Napoli bravo.!!!!!!

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