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Il giardino della vita

il momento è infausto, contemplo il cielo
avverto a distanza l'angosciante varco
con le sinistre mura sbiancate dal gelo

il pertugio è dimesso, la strada mi abbaglia
con sospetto abbandono il freddo spiraglio
miro indolenti nubi come truce avvisaglia

aspro è il cammino, tortuoso e aguzzino
altri ignoti pensier ne mutan l'effige
la prudenza mi scorta nel tetro giardino

dall'aspra selva i pruni sciolgon i raggi
che l'astro, furtivo grava sulla nuda pista
perfide ombre dipingon dolenti messaggi

nel brutal percorso da rotta mai immutata
un bieco segno donerà il perfido periglio
ahimè dell'ultima via dall'uscita mai fissata

fu noto che l'oscur dilemma d'umana sorte
mai sia igual per ogni pia, mortal essenza
narra sarà smarrita fede di benigna morte

 

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3 commenti:

  • Anonimo il 01/04/2012 14:25
    ... direi pefetta, molto bravo sergio.. sempre un piacere...
  • mauri huis il 10/03/2012 17:43
    Molto solenne e importante, come al solito questo tuo verseggiare anticheggiante. Mi piace, lo sai. Adesso dovresti però curare un po' di più la la metrica e legare le terzine con le rime. Poi farai l'esame da cintura nera di poesia.
  • loretta margherita citarei il 09/03/2012 17:49
    intensa, molto apprezzata, bella