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Sempre Nomadi ad Augusto Daolio

C'è una chitarra che ci tende la mano,
in questo giorno che profuma di padano,
il camioncino è pronto
a regalarci una strada inesplorata,
un concerto attende a labbra spalancate.
Anche stasera ci parleremo e parleremo,
di uomo, ecologia e futuro,
scopriremo nel vostro e nostro canto,
pubblico di mille striscioni festanti,
il senso dell'impegno solidale,
della pace,
e della ricerca di un vivere splendente,
che sfugga alle spire traditrici del banale.
Novellara cara,
quante volte ci hai visto partire,
con note e riflessioni pronte da esibire,
in questo film ansimante e avvolgente che è la vita?
E quanto ci hai visto ritornare,
con applausi e affetti
che sulla nostra pelle musicale,
in eterno si vollero posare?
Beppe, fratello di una vita,
cesellatore di suoni incandescenti,
rifulgono nei miei occhi tra le stelle,
i sapori diluviali dei tuoi virtuosismi sulle tastiere,
se li carezzi, vedrai, mi sentirai ancora cantare;
rivedrai il luccicare di questa mia barba bianca,
e la mia anima, ora come sempre,
mai prostrata o stanca,
Dio non è morto, ora lo so con certezza,
siamo sempre Nomadi, vecchio mio,
ti sia questo pensiero sempre gran fortezza.
Fede non prestare a chi ti dirà
che noi non ci saremo,
a vedere soltanto quella sfera di fuoco,
più alta del sole e più grande del mondo,
Dio mi ha messo nelle mani ciò che sarete,
nel ricordo che di me, lo so, sempre porterete.
Ricordi
quando cantammo Chico Mendes,
quando intrecciavamo pensieri e voci,
in quelle incantate sere bolognesi?
No,
non c'è una tomba dove ora mi pregate,
c'è il ricordo indelebile e sovrano,
delle nostre complici risate;
la musica è un viaggio di velluto,
che non siarresta ad alcun annientamento,
più non udite, lo so, la mia voce,
ma sempre udirete il fruscio del mio sentimento.
Sono Augusto, ho vissuto per la pace,
e in questa mia anima che ora silenziosa giace,
sento spuntare un fiore da regalare alla gioventù,
"credi in te stessa,
cercati semprenella musica,
e sarai felice anche tu".

 

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5 commenti:

  • cristiano comelli il 10/03/2012 21:53
    Grazie per il chiarimento, signor Iezzi. E anche per il suo riferimento a qualcosa di terribile come la disabilità. Personalmente mi sono abituato a pensare che il vero disabile sia chi tratta gli altri come disabili (per intenderci, chi fa sentire chi sta sulla sedia a rotelle davvero un disabile); e, mi creda, mi accade sovente di rimproverare a me stesso la disabilità che caratterizza certi miei modi di vedere la vita riduttivamente o superficialmente. Sul fatto che la vita sia unia e irripetibile, mi trova perfettamente concorde. E anzi la ringrazio di avermelo ricordato chè magari talvolta, nella frenesia quotidiana, tendo colpevolmente a dimenticarmene. Cordialità.
  • Anonimo il 10/03/2012 10:27
    Carissimo Cristiano con il primo commento volevo dire che la vita è bella semplicemente unica e irripetibile... peccato! che non sia eterna e, a volte quel poco dato da Dio c'è lo offre senza salute con la disabilità da sostenere... come pena.
  • cristiano comelli il 10/03/2012 07:14
    A riflessione in versi una risposta con riflessione in versi, direi che non si potesse chiedere di meglio. Solo non ho capito se volesse essere una correzione di tiro diquanto ho scritto. Comunque cordialità.
  • Anonimo il 10/03/2012 00:56
    "Io, un giorno crescerò
    e nel cielo della vita volerò
    ma, un bimbo che ne sa
    sempre azzurra non può essere l'età
    Poi, una notte di settembre mi svegliai
    il vento sulla pelle
    sul mio corpo il chiarore delle stelle
    chissà dov'era casa mia..." Morto, con la fine della mia storia, io là vado ancora cercando disperatamente come anima. Attendo, in cielo come un Arcangelo Gabriele, all'anagrafe delle nascite dove altre anime come angeli protettori attendono il biglietto d'imbarco per andare sulla "tetra terra" per offrire Dio nel bellissimo dono della Vita da inserire in un corpo in procinto di nascere... con l'augurio di " un nuovo vagito".
  • loretta margherita citarei il 09/03/2012 20:03
    chi se lo scorda augusto? complimenti x la bella dedica ai mitici nomaddi

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