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Divinità del piacere - Ode a bacco

sconsiderato divertimento,
in un ballo violento,
di corpi assetati
e cuori malati.

baccanti e peccatrici,
di piaceri fautrici,
in un'orgia di carezze
ti giurano certezze.

piove il piacere,
cibo delle sere,
dal vino accompagnato,
per l'uomo assetato.

sangue bollente,
nelle vene della gente,
in omaggio alla vita,
nella sera sfinita.

per bacco e per l'uomo,
è questo suono,
in onore alla risata,
e all'anima assetata.

oh uomo peccatore,
che cedi al tuo furore,
chiedi un bicchiere,
mille volte in mille sere.

nel peccato sei bagnato
e di vino sei assetato,
porgi la tua coppa,
per una nuova tappa.

baci la tua dama,
che nel tuo sem si sfama,
gemendo di desiderio
il tuo umore si fa serio.

tra orge e bevute
si trova la salute,
nei mari di piaceri,
di dame e cavalieri.

alzando un bicchiere,
un bridisi accende le sere.
"nella mia maledizione,
amo la dannazione.

maledetto e dannato,
godo ora dissetato
da corpi divorati,
da amori affamati.

brindo all'amore,
al vino e alle signore,
alla mia maledizione,
e all'amata dannazione.

 

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3 commenti:

  • loretta margherita citarei il 10/03/2012 16:59
    un misto di classicismo non guasta piaciuta molto
  • mariateresa morry il 10/03/2012 12:45
    Condivido con Vito, pareva un po' il saltellare dei Carmina Burana ( non montarti la testa eh?). In verità è un'ode vagamente rinascimentale, mi ha portato la testa a certi affreschi di quell'epoca, carichi di banchetti e Ninfee. Bravo Andrew!
  • Anonimo il 10/03/2012 11:54
    Quello che mi colpisce di più di questa tuo ode al Piacere maledetto è il ritmo, sfrenato, incalzante, non male come prova