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Il viaggio

Il mio sguardo verso l'orizzonte
segna la soglia dell'infinito
non riesco a sollevare la valigia
e spingere il mio passo
lontano
là dove il cuore palpita...

Ricordi quando avvolti dalla nebbia
mi hai guardato negli occhi
urlando alla luna:
"Sì, lascio tutto
voglio partire con te
perché la vita non si perde
nella monotonia dello zero
ma si espande nello slancio della follia,
e poi, viandante,
dimmi, cos'è questo tutto
che ci spinge verso il vuoto di una maschera?"

E ora continuo ad attendere
qualcosa che si è spento
nella lontananza della memoria offuscata,
eppure non mi muovo
dalla stazione solitaria...

Un bimbo s'avvicina sorridendo:
"Che fa qui, signore?
Attende Godot?
L'ultimo treno è passato trent'anni fa
con i suoi vivi colori
e i sogni riflessi,
poi il nulla.
Mi dia la mano
è ora di spegnere i fuochi,
torniamo a casa".

 

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4 recensioni:

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  • Anonimo il 05/04/2012 17:45
    I ricordi di un passato che non torna più racchiusi in una valigia troppo pesante e la lunga attesa alla stazione sono gli elementi cardine di questa poesia. Ma quell'attesa si rivela senza senso perchè l'ultimo treno dei desideri è passato da troppo tempo e non accenna a ripassare... Nell'ultima strofa ritroviamo la figura del bambino tipica della poetica di quest'autore che rappresenta, a mio avviso, l'elemento di positività rompendo la malinconia dei ricordi e l'amarezza della solitudine mantre il ritorno a casa diventa una sorta di "ritorno ad Itaca" dopo il lungo viaggio nella propria interiorità.
    L'opera si presenta ben strutturata e molto curata nei contenuti e nella forma.
  • Sara Acireale il 27/03/2012 09:53
    Tutto cambia e i ricordi rimangono indelebili per ricordarci una vita diversa dove tutto era più facile, più semplice... Una nota di rimpianto si nota in questi splendidi versi per qualcosa che è stato e adesso... non è più. Purtroppo tutto finisce ma... qualcosa si può rinnovare perché i desideri non finiscono MAI... Lirica ben stilata e forma scorrevole...
  • Grazia Denaro il 13/03/2012 00:05
    Molto intensa, ricordi di un lontano passato a cui è ancora ancorata la vita del presente, ma ormai è tutto cambiato nella vita del soggetto e nel mondo che ha cambiato i suoi usi ed ha messo un'altra maschera in cui non si ritova il vero volto della vita attuale. Bella lirica molto bella e ben stilata.
  • rosanna gazzaniga il 12/03/2012 22:31
    Intensa e bella lirica! Ricordi dentro a valige troppo pesanti, ci inchiodano in perenne attesa in una stazione defilata, dove forse non passano più nemmeno i treni del desiderio... Una vena di profonda malinconia cattura il lettore e lo fa meditare. Versi molto belli, complimenti!

24 commenti:

  • Francesca La Torre il 28/12/2012 17:51
    A mio parere, semplicemente stupenda. Complimenti.
  • lidia filippi il 24/07/2012 20:41
    I ricordi sono la nostra storia... Talvolta indugiare in essi provoca dolore e nostalgia, ma la vita è questa. Bellissimi questi tuoi versi; poesia molto piaciuta per stile e contenuto. Complimenti!
  • angela ambrosini il 18/07/2012 08:18
    bellissima i ricordi sono pane per la vita,
  • lidia filippi il 30/06/2012 19:06
    Come sempre bravissimo! Una poesia bellissima e malinconica, per riflettere sulla vita e suull'attimo, fuggente... Scritta molto bene.
    Complimenti Ignazio!
  • denny red. il 22/06/2012 04:32
    Bellissima!!! Ignis, Intensa.. con una chiusa Splendida!!
    Bei Versi! Bravo!!!

  • Shabui. il 31/05/2012 15:48
    Ignazio caro,
    aspettiamo tutti Godot...
    sono, di nuovo, qui.
  • vania antenucci il 19/05/2012 00:57
    Caro Ignazio bella, la stazione ti da tanti pensieri belli e brutti, i pensieri vagano in quelle rotaie cosi lunghe e infinite come la vita che si è fatta. Complimenti!
  • Anonimo il 13/05/2012 10:26
    un susseguirsi di parole che incalzano come una musica
    sei un poeta...
  • Dolce Sorriso il 07/05/2012 15:40
    una perla per l'anima... dolce e bellissima!!!!
  • Anna G. Mormina il 14/04/2012 11:54
    ... quel bimbo... conosce i tuoi gesti e pensieri... è parte di te!... bellissima, un forte abbraccio!
  • Dora Forino il 12/04/2012 17:42
    Versi di grande impatto emotivo. Si ritorna con la mente in un tempo felice, pieno di speranze.
    Ed ora invece e ora si continua ad attendere qualcosa
    che non arriva... come Godot.
    Intensa!
  • Cinzia Gargiulo il 05/04/2012 17:49
    Ignazio ho messo due volte il post come recensione e commento per capire perchè mi era uscita come anonimo... ma non ho capito cosa sia successo
    Ah bè comunque l'anonima bis sono io... CINZIA...
    Un abbraccio...
  • Anonimo il 05/04/2012 17:44
    I ricordi di un passato che non torna più racchiusi in una valigia troppo pesante e la lunga attesa alla stazione sono gli elementi cardine di questa poesia. Ma quell'attesa si rivela senza senso perchè l'ultimo treno dei desideri è passato da troppo tempo e non accenna a ripassare... Nell'ultima strofa ritroviamo la figura del bambino tipica della poetica di quest'autore che rappresenta, a mio avviso, l'elemento di positività rompendo la malinconia dei ricordi e l'amarezza della solitudine mantre il ritorno a casa diventa una sorta di "ritorno ad Itaca" dopo il lungo viaggio nella propria interiorità.
    L'opera si presenta ben strutturata e molto curata nei contenuti e nella forma.
  • Anonimo il 05/04/2012 17:23
    Acc... mi è scappata questa meraviglia di poesia!

    Malinconica ma molto intensa, fantastica la chiusa.
    Complimenti Ignazio!
  • Domiziana Gigliotti il 25/03/2012 18:26
    Versi ben scritti che regalano intense emozioni. Apprezzati.
  • Maria Rosa Cugudda il 23/03/2012 11:03
    Sempre un bel poetare, quanta profondità
    in questi meravigliosi versi!
  • Gianni Spadavecchia il 14/03/2012 18:40
    Molto bello questo viaggio che mi ha trasportato tra le buie foreste ai paradisi dell'Anima.
  • Dora Forino il 14/03/2012 11:36
    Una miriadi di emozioni suscitano questi tuoi
    versi:nostalgia, attesa, rimpianto. E in questa
    carrellata di ricordi, tutto svanisce!
    Molto bella!
  • Anonimo il 13/03/2012 12:40
    una valigia carica di trascorsi... di follie nate per amore... alla fine un bimbo che nella sua ingenuità chiede "sta aspettando Godot"? per significare condizione d'attesa senza senso... molto bella complimenti caro amico...
  • Ugo Mastrogiovanni il 12/03/2012 10:43
    Forte la condizione dell'attesa in questi versi. La crisi di un affetto lontano continua a drammatizzare la scena. Pur senza senso e senza scopo, l'uomo celebra un grappolo succulento del suo passato e quasi si commuove. Come sempre, la dolcezza lirica di Ignis risente di una libertà creativa regolata da leggi proprie, dimoranti nella sensibilità interiore d'una personalità inuguagliabile.
  • nicoletta spina il 10/03/2012 21:46
    Un viaggio verso il passato, l'attesa del treno che mai arriva, il ritorno a casa con la consapevolezza di ciò che non è più.
    Bellissima la metafora del bimbo sorridente che sprigiona saggezza. Melanconia e bellezza in questa tua molto profonda.
    Bravissimo come sempre!!
  • loretta margherita citarei il 10/03/2012 20:19
    la trovo incantevole, sopratutto il riferimento a godot
  • Vilma il 10/03/2012 19:36
    molto malinconica, bellissima chiusa
  • Teresa Tripodi il 10/03/2012 19:22
    Carica di ricordo e dolcezza porta una velata malinconia che guarda in faccia a ció che è adesso... tutto scorre anche il tempo passato lo guardo e mi rendo conto che mi spezza le ossa questo pensare a ció che in tempo ha regalato... stupenda la chiusa.

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