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L'ultima meta di colei che amo

Ammiravo quel parquet
nella camera da letto dei miei
ch'era l'orgoglio di mia madre,
come un pavimento intagliato d'oro
era per lei, abituata a soddisfarsi con poco.
Quel logoro parquet, adesso inguardabile,
attira il mio pensiero, vorrei che ritornasse nuovo
e che mia madre non stesse sul suo letto
ad elemosinare aria, a chiedere qualche istante
in più di vita, mentre i solchi di quegli intagli di legno
stanno a risvegliare le crepe dell'animo mio, ferite incolmabili;
la forza impotente del mio essere.
Mia madre però aveva il volto sereno,
quando è partita per un lungo viaggio...

 

l'autore Fabio Mancini ha riportato queste note sull'opera

Geny: 15/10/1924-12/03/2012


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6 commenti:

  • Anna Rossi il 12/03/2012 23:40
    toccante. molto sofferta. veramente ben scritta. un abbraccio..
  • loretta margherita citarei il 12/03/2012 20:23
    molto toccante bella poesia ti abbraccio
  • Giuseppe Amato il 12/03/2012 20:08
    Incoercibile l'amore per la mamma e quel pavimento che ha raccolto i tuoi sguardi in fuga scivolati nelle crepe del dolore ti restituisce in qualche modo dei ricordi indelebili. Con vivida vicinanza.
  • Ada Piras il 12/03/2012 19:33
    Leggo ora la tua poesia.. e la data.. Un abbraccio e bacio gentile Fabio a te e una preghiera a lei.
  • Anonimo il 12/03/2012 16:32
    bellissima fabio... dedica meravigliosa... ora è partita per ricominciare la vita, quella vera, quella che non avrà fine e sicuramente ancora camminerà su un parquet intagliato d'oro, ma questo non si rovinerà... un bacio una preghiera ed un abbraccio sentito...
  • Vincenzo Capitanucci il 12/03/2012 16:17
    Bellissima commovente e toccante Fabio...
    Nella parola Parquet... ho sempre visto le Parche...
    un abbraccio... Fabio... a Tutte quelle ferite incolmabili in noi... come le linee di un parquet...

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