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Corsa campestre

Affido ansimante
il governo dei miei passi fieri
al respiro demiurgico
delle gambe che mi sono spose
fin dai respiri d'esordio;
c'è una vita da sfidare
tra i confini di un umano sudore
e quelli di un insidioso fango,
corsa contro i morsi di squalo del tempo,
o forse contro me stesso soltanto,
correre per scoprirsi,
forse per immaginarsi,
più veloce dei giorni che placcano
come amebe inferocite,
il concerto delle nostre attese;
le urla della folla,
sono rami che si flettono
a indiavolata ed emotiva carezza,
su questo cuore che scalpita
aritmico e ribollente,
implorando la dama del traguardo,
di inchinarsi a lui ancora una volta;
Cosa sarà mai
una mia inattesa vittoria
un dardo infuocato
scagliato tra l'ironia e l'orgoglio
nel ventre freddo della memoria,
o rivelarsi magari saprà,
il beffardo incunearsi di uno scoiattolo,
tra i rovi impietosi del bosco,
facendosene beffe,
e sorridendo a ogni tagliola beffata?
Ed eccomi qui,
un'altra partenza mi apre le braccia,
mentre prati impotenti
si concedono all'abbaio
di un ringhioso gelo invernale;
sono italiano,
forse etiope, keniota,
sono ombra di corridore,
o irrefrenabile incedere di gazzella,
pasto sempre prelibato,
per gazzette fruscianti
e assetate di record frantumati;
si srotola e pavoneggia come sempre
il film della corsa campestre
elegante e raffinato
come un cavallo andaluso
ma in fondo così magicamente
teatralmente proletario
quando sorseggia con rapide falcate
l'aroma dei campi di grano
che fotografa compiaciuto con lo sguardo;
domani un'altra pista mi prenderà per mano,
e altre medaglie lucchicheranno da lontano,
ma ogni corsa è già un dipinto di vittoria,
che consegno sorridente,
alla tela mai satura della mia storia.

 

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 23/03/2012 21:36
    La corsa campestre, una volta tanto, un motivo che accomuna tutti nella semplicità e in cui la ricchezza, sta proprio nella condivisione di questo momento comune.
    Si corre per vincere, ma alla fine, l'importante è partecipare ed essere partecipi l'uno dell'altro.
    Personalmente, non ho mai vinto una corsa campestre, ma una corsa coi sacchi sì. Anzi volevano pure squalificarmi, perché essendo troppo avanti rispetto agli altri, ho preso a saltare, fino al traguardo, a marcia indietro o meglio voltato di spalle.
    Cordialità e buon fine settimana!

5 commenti:

  • roberto caterina il 24/03/2012 08:38
    una bella corsa campestre che porta tanti ricordi ed emozioni
  • Anonimo il 23/03/2012 21:40
    Caro Cristiano, anche a me piaceva molto la corsa campestre. Da ragazza mi ci intrufolavo spesso ed ero chiamata "freccia" perché molto veloce.
    Ora potrebbero anche chiamarmi"tradotta". Ma importante è partecipare.
    Piacevole lettura. Bravo Cristiano!
  • cristiano comelli il 23/03/2012 21:13
    Grazie infinite, mi è capitato di seguire, da giornalista, delle corse campestri, una volta ne ho disputata una a livello molto amatoriale piazzandomi ovviamente nel mucchio, diciamo che ne ho sempre avvertito il fascino. Grazie di cuore e buona serata.
  • Vilma il 23/03/2012 19:53
    bellissimi versi e stupenda chiusa... piaciuta molto
  • Rocco Michele LETTINI il 23/03/2012 19:52
    Io non l'ho mai vinta... una corsa campestre! Tu, al contrario, fai centro, con questa Tua meravigliosa creatura...

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