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A Luigi Pirandello

Io...
sconosciuto a me stesso
mi stupisco spesso,
io non mi conosco
e per questo casco,
quanti me vedete?
come mi credete?
Son forse io?
questo corpo è mio?
Lo rubo a voi tutti
Che tra pensier distrutti
mi credevate vostro
o mi urlavate "mostro"
io...

Noi...
perché non uno siamo
come noi crediamo,
ma tanti!
molti diavoli e molti santi,
mio, vostro, loro,
quanti io sono?
Infiniti me,
alcuni schiavi, altri re,
siamo troppi
anche da morti.
noi..

 

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4 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • agave il 25/03/2012 15:36
    andrea ti faccio molti complimenti in questo tuo poema riesci allegramente a trattare la più importante questione pirandelliana e umana del gioco dell'identità.

4 commenti:

  • Anonimo il 27/03/2012 14:56
    Uno Nessuno Centomila... Vitangelo Moscarda... aveva ragione non siamo chi crediamo di essere... ma come glialtri credono noi siamio!!! Purtroppo... bravo Andrea bella rivisitazione ottima...
  • Teresa Tripodi il 27/03/2012 12:13
    Complimenti... davvero apptezzatissima... ps adoro Pirandello
  • Anonimo il 25/03/2012 17:52
    Bellissima apprezzata complimenti...
  • loretta margherita citarei il 25/03/2012 17:13
    profonda apprezzatissima bravo