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Angolo di paradiso

Altmühle auf Tauber, Bettwar.
Vi pernottammo
al ritorno da Praga
per visitare Rothenburg
sulla "romantische strasse".
Un po' per economia
e un po' per scelta
che noi abbiam sempre
fatto così.
Non grandi alberghi per noi
costosi ed anche banali
ma privatzimmer
o al massimo gasthaus
meglio se "mit frühstück"
insieme ai locali.
Col mio tedesco usa e getta
"Guten abend, ich bin herr Z...
haben sie ein doppelzimmer mit bad?"
e il tuo inglese preciso
"Excuse me, can you repeat that?
We haven't got it right..."
(perché che io parlavo ma poi non capivo)
un letto l'abbiam sempre trovato
e giorni sereni
e notti d'incanto vissute.

Quel mattino
mentre tu dormivi ancora
ero andato a vedere l'aurora
dal ponte sul fiume.
Non si sentiva una mosca
quando feci cigolare le assi di legno
dell'impiantito
solo il tubare delle tortore
dei piccioni
e la voce del Tauber
che sciacquava tra le fronde.
Frizzava l'aria
in quel mattino del novantadue
mentre portavamo
in giro per l'Europa
le mie speranze e le tue.
Cantava il mio cuore
un gioia sommessa
per una schiavitù
ormai quasi finita
e una nuova vita
appena incominciata
che m'attraeva
ma, al tempo stesso, m'intimoriva.

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10 commenti     3 recensioni    

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3 recensioni:

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  • Anonimo il 30/03/2012 14:29
    strana poesia.. ma l'ho sentita molto... pure quel senso di inspiegabile inquietudine...
  • senzamaninbicicletta il 29/03/2012 08:58
    Aldilà della definizione di racconto o poesia devo dire che l'inizio è molto rude con la forza dei termini tedeschi, ma scorrendo e leggendo i versi si scoprono angoli di poesia anche profonda e tenera che nel complesso rende ad un tempo affascinante la descrizione pittoresca del luogo complice di una riflessione interiore fatta di speranza, paura, felicità...
    Forse meriterebbe davvero uno sviluppo maggiore in forma di prosa, ma come lettura poetica mi è piaciuta e ha rinnovato l'immagine dello scrittore atipico, quello che non è attaccato alla forma ma alle sensazioni che l'esistenza ed i ricordi ispirano. Non mi interessa cosa sia, questa lettura mi è piaciuta e ti ringrazio.
  • Ivano Boceda il 28/03/2012 16:52
    Bel testo per come è scritto e per il significato che esprime. Si percepisce che quell'Angolo di Paradiso è tale non tanto per il medievale castello o per la "romantische strasse", ma per la magia di una condivisione, che l'esperienza sa affidata solo alla certezza dell'intenzione e alla casualità del tempo. E ci si sente fragili e si ha paura di ripercorrere un dolore passato le cui ferite sono ancora latenti. Solo leggo questo testo come un bel racconto. Infatti se si cambiasse la logica degli "a capo" che suddividono i versi non cambierebbe nulla né del significato, né dell'efficacia espressiva, né si avrebbe un diverso impatto su chi legge.

10 commenti:

  • Anonimo il 06/04/2012 14:12
    Ultima cosa: ho trovato ' sehr interessant' anche il modo di mischiare prosa e lirismo... È una cosa non facile le volte...
  • Anonimo il 06/04/2012 14:10
    Das ist das beste romantische italienische-deutsche Gedicht, das ich nie gelesen habe! (AMICI TEDESCOFILI DEL SITO, PERDONATEMI SE HO SBAGLIATO QUALCOSA...).
    Mi è piaciuta, oltre che per aver reso bene l'idea del luogo usando parole tradizionali, anche per il senso che le hai dato. Tutti abbiamo un angolo di Paradiso dove far riaffiorare i ricordi...
  • Anonimo il 31/03/2012 17:00
    Mi limito a dire, caro Maurihuis, che questa tua poesia narrativa è una delle cose più belle che abbia letto qui sopra, hai colto nel segno. Questo brano della lirica mi ha colpito molto:

    Fu allora che il fiume mi parlò
    con voce confortante
    e disse: "Ma di che ti preoccupi?
    Niente di quello che hai
    e che avrai
    non potrà non andare perduto
    nel breve volgere d'un solo minuto.
    Anche la felicità più smagliante
    può mutarsi in tragedia
    nel volgere di un istante.
    E allora?
    Vuoi forse smettere di vivere
    per paura di quello che un giorno
    potrebbe succedere?"

    Carpe diem, quam minime credula postero. Bisogna vivere il bello che ti è toccato in sorte, senza aver paure delle ombre di un futuro incerto e rapinoso. I miei complimenti
  • mariateresa morry il 29/03/2012 19:35
    Leggendo questo pezzo mi sono venute in mente molte cose, un certo modo di viaggiare semplice et avventuroso che ho ben conosciuto, la stessa romantische strasse e rothenburg, così caratteristica... di certo la romantische deve averti influenzato un bel po' visto il calibro del tuo pensare sulle sponde del fiume..( te ne ricordi il nome?)... mi stupisce lo ammetto , che un uomo sia così finemente romantico... il tutto detto dalla solita cinica qual io sono
  • stella luce il 29/03/2012 18:51
    Stupenda Mauri...è proprio vero viviamo il bello che abbiamo e non preoccupiamoci se mai dovessi finire...
    Vuoi forse smettere di vivere
    per paura di quello che un giorno
    potrebbe succedere?"
    ... la mia parte preferita
  • PIERO il 28/03/2012 21:14
    Grazie, Mauri. È la cosa più bella che ho letto da quando mi sono iscritto. E per me non ha nessuna importanza se si definisce poesia o prosa. Non ho dubbi nel salvarla nei preferiti, e anche questa è una prima volta.
  • loretta margherita citarei il 28/03/2012 19:36
    chiodo scaccia chiodo a volte non è la soluzione, complimenti notevole testo
  • mauri huis il 28/03/2012 17:56
    Per Mara. Si guarisce, quando chiodo scaccia chiodo, e si apprezza anche di più ciò che ri riottiene!
  • Mara il 28/03/2012 17:54
    Anch'io come Ivano leggo il tuo testo come racconto. Per il resto, leggendolo, ho avvertito un brivido lungo la schiena: "Ma era dal dolore passato, non dalla felicità presente che io dovevo guarire". Così anch'io. Ma si guarisce mai?
  • mauri huis il 28/03/2012 17:50
    A dire la verità ho tentato una prosa poetante alla Montale dopo la vedovanza, quindi è corretta la tua analisi. Ma un giro a Rothenburg e dintorni è consigliabile a tutti, perchè non è molto distante dal paradiso. E, per contrasto, più si sta male e più lo si apprezza.

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