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Tracce

Ho grandi mani e grandi sogni
per stupire le tue pupille
io e questa mia vita che mi stringe il petto
e mi costringe a lottare a mille

io e questo ricordo vecchio
che non avrei mai perduto
se tu con le tue notti pallide
non mi lasciassi stare muto

pochi i momenti che restiamo soli
poche le scene del nostro dolore
tu che sei una grande attrice
ed io che sono il tuo uomo migliore

Ma io che ho sempre perduto tutto
non ho seguito neppure un consiglio
mi ritrovo a comportarmi spesso
come un tenero coniglio

vedi
lo sai chi siamo
tracce
di ciò che viviamo
nel tempo poi non torneranno mai
gli istanti che lasciamo dietro noi
sono tanti i ricordi già passati
e forse non li rivivremo più

notte che accarezzi questa favola
e cancelli i nostri sogni con le tenebre
scivola su questa faccia senza lacrime
fermati ancora un attimo tra le nuvole

se cerchi il senso oppure il centro
di questo scorrere del tempo
ti accorgi che il motivo è sempre quello
sei sempre tu che stai nel centro

non ti fermare neppure a pensare
in questo mondo cosi geniale
tu che sei il grande attore
di questa vita cosi speciale

poche le gioie pochi i momenti
solo gli attimi particolari
rimangono nel tempo attaccati
ai tuoi ricordi cosi rari

e tu che sei cosi speciale
tu che sei cosi geniale
accetta un consiglio al vento
ma vattene un po' a cagare

 

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5 commenti     1 recensioni    

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1 recensioni:

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  • Anonimo il 29/03/2012 20:30
    Molto bella, complimenti... e devo dire molto catartica la chiusa

5 commenti:

  • Dolce Sorriso il 06/04/2012 16:46
    bella poesia, uno sfogo scritto con intelligenza... mi piace molto.
  • Alessandro il 30/03/2012 16:27
    Mandare a quel paese un'attrice troppo superba. Ottima sfogo
  • stella luce il 30/03/2012 11:51
    ... i versi che oggi mi servivano... davvero stupendi...
  • Ugo Mastrogiovanni il 30/03/2012 10:54
    Un poeta al quale il passare del tempo e l'esperienza hanno fatto molta scuola di vita. Con la dolcezza del verso, dimostra di aver superato l'uso formale del luogo comune e ha visto che dietro a questo, se penetrato con l'intelligenza e con la sincerità degli affetti, c'è la ricognizione di quel mondo vero, elaborato con la propria sofferenza e con l'accettazione di se stessi e di chi si ama. In questi versi c'è il ritmo lieve e delicato di chi ha tanto amato e tanto valore dà ancora al suo cuore di uomo vissuto, ma ancora fanciullo. Nella veste di critico posso affermare che la poesia è perfetta fino alla terzultima quartina; lo è per stile e intensità di suoni, per allegorie e riferimenti, per la levità dei passaggi scanditi e ricorrenti. L'ultima parte non è all'altezza della precedente e decade con l'uso e la volgarità dell'ultimo termine, che un lavoro così liricamente ammirevole non meritava.
  • loretta margherita citarei il 29/03/2012 20:22
    molto apprezzata complimenti

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